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V’ARICCONTO D’A PISCINA

1 ottobre 2013 -  Da quarche anno vado ‘n piscina. Anche er Medico ha approvato. Dice che er movimento a ‘na certa
età fa bene! Dice che nun ce ne avrei bisogno ma perde quarche kiletto nun fa male a nisuno.

VISITA GUIDATA GARBATELLA 2011

 

Con il Patrocinio di ROMA CAPITALE MUNICIPIO ROMA XI

L'Associazione Culturale Rione Garbatella è lieta di presentare

PERCORSI GARBATI

SABATO 16 APRILE 2011 ORE 15:00

visita guidata alla scoperta delle bellezze della "Borgata Giardino" della Garbatella

accompagnati dalla Prof.ssa Francesca D'Alessio

Info

Prenotazione

(entro 13 Aprile 2011)

Tel. 3391222430

oppure clicca QUI

VIAGGIO NELLA ROMA DI PASOLINI

Viaggio nella Roma di Pier Paolo Pasolini

di e con Julia Borretti e Titta Ceccano

musiche in scena Roberto Caetani

regia Julia Borretti

produzione Matutateatro _ MatSpazioTeatro

La storia d’amore tra Irene e Tommaso nella Roma degli anni Cinquanta, la lingua sperimentale di Pasolini, le canzoni romane di una volta.Un concerto per voci recitanti e chitarra, un lavoro che guarda al teatro di narrazione.

Garbatella ci è nato tra le mani, quasi per caso. È nato dall’incontro con una “Una Vita Violenta”, il secondo romanzo di Pier Paolo Pasolini. Avvicinarsi a Pasolini, uomo, artista e intellettuale complesso, è sempre molto imbarazzante, ma è lui stesso che inaspettatamente ci ha messo a nostro agio. La storia d’amore tra Tommaso e Irene nella Roma degli anni ’50 ci ha fatto scoprire un Pasolini semplice e non cerebrale, profondamente umano. Quella che il poeta ci racconta è infatti una storia d’amore semplice e umana dove il comico e il tragico si inseguono per svelare la poesia della vita. E quella che noi oggi raccontiamo è una storia d’amore che, nel solo spazio di un racconto, vorrebbe unire le generazioni: quelle che quegli anni li hanno vissuti e quelle più giovani che possono farne memoria.

I due giovani s’incontrano fortuitamente, si conoscono, si danno appuntamento e a fare da sfondo è la Roma della ricostruzione, la Roma in bianco e nero, popolata da bambini vocianti nei cortili e da ragazzi coi pantaloni all’americana che riempiono le sale fumose del cinematografo. Ed è proprio il cinema il testimone del loro amore, al cinema si consumano i momenti più significativi della loro storia, là dove Pasolini crea un corto circuito tra il comico e il tragico.
La potenza della parola pasoliniana guida l’intero racconto, e nulla vuole distogliere l’attenzione da essa: una scenografia essenziale, la musicalità della chitarra, i movimenti scenici necessari, sono tutti al servizio della narrazione.

Al Teatro a l'Avogaria
martedì 5 novembre 2013, ore 21:00

Prenotazioni
041.0991967 | 335.372889

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

TEATRO: GARBATELLA UN VIAGGIO NELLA ROMA DI PASOLINI APRE A VENEZIA LA STAGIONE TEATRALE DELL’AVOGARIA

Martedì 5 novembre 2013, a Venezia, prende il via il ciclo de i Martedí dell'Avogaria" , rassegna teatrale che presenta alcuni fra gli spettacoli più interessanti della nuova scena drammaturgica nazionale. Presso lo storico Teatro dell'Avogaria, Venezia, Dorsoduro 1607, Corte Zappa, ore 21.00, appuntamento con "Garbatella", viaggio ideale nella Roma delle borgate pasoliniane per la regia di Julia Borretti. Un concerto per voci recitanti e chitarra che narra la storia d'amore tra Irene e Tommaso, un rapporto dove il comico ed il tragico si inseguono per svelare la poesia della vita ed il confronto tra generazioni differenti. I due giovani s’incontrano fortuitamente, si conoscono, si danno appuntamento e a fare da sfondo è la Roma della ricostruzione, una Capitale in bianco e nero, popolata da bambini vocianti nei cortili e da ragazzi con pantaloni all’americana che riempiono le sale fumose del cinematografo. Ed è proprio il cinema il testimone del loro amore, al cinema si consumano i momenti più significativi della loro storia ispirata da "Una vita violenta" il secondo romanzo di Pasolini. La potenza della parola pasoliniana guida l’intero racconto, e nulla vuole distogliere l’attenzione da essa: una scenografia essenziale, la musicalità della chitarra, i movimenti scenici necessari, sono tutti al servizio della narrazione. L’Associazione Teatro a l’Avogaria, nasce nel 1969 dalla passione e dalla tenacia di Giovanni Poli, già fondato

re del Teatro Universitario Cà Foscari di Venezia, e dagli esordi si pone come laboratorio di ricerca che coniuga un metodo d’improvvisazione teatrale tra la Commedia dell’Arte e le Teorie dell’Avanguardia. In più di quarant’anni di attività ha prodotto oltre sessanta spettacoli tra cui la “Commedia degli Zanni” rappresentata con successo sui più importanti palcoscenici internazionali. Riconosciuta come uno dei centri di formazione professionale di riferimento nel Triveneto, ogni anno organizza corsi, dedicati ad appassionati e professionisti, su discipline quali recitazione, Commedia dell’Arte, dizione, storia del teatro, canto, tecnica dell’interpretazione. Gli spettacoli della Rassegna “I Martedì all’Avogaria”, fino al 12 dicembre 2012, su prenotazione telefonica ai numeri 0410991967-335372889.

tratto da

http://www.agenparl.it/articoli/news/cultura/20131104-teatro-garbatella-un-viaggio-nella-roma-di-pasolini-apre-a-venezia-la-stagione-teatrale-dell-avogaria

 

V'ARICCONTO DE ME E MI MOJE

1 novembre 2013 - Aho! Mi Moje m'ha scritto! Robba da matti! Chissà quanto avrà speso de francobollo pè mannamme 'a lettera da...'na cammera all'artra dè casa! Che m'ha scritto?

UN MODO "GARBATO" PER CONOSCERE ROMA

L'Associazione Culturale Rione Garbatella con il Patrocinio del Municipio VIII e in collaborazionecon CNA Roma è lieta di invitarvi a "La Garbatella il Municipio VIII un modo garbato per conoscere Roma"

ULDERICO PESCE AMBRA GARBATELLA

Ulderico Pesce al Teatro Ambra alla Garbatella dal 25 ottobre al 13 novembre 2011 Eventi a Roma

Ulderico Pesce al Teatro Ambra alla Garbatella dal 25 ottobre al 13 novembre 2011 Eventi a Roma

Ulderico Pesce al Teatro Ambra alla Garbatella dal 25 ottobre al 13 novembre 2011 Eventi a Roma

 

AMBRA TEATRO ALLA GARBATELLA

ospita

IL TEATRO CIVILE DI

ULDERICO PESCE

Ulderico Pesce, definito dalla critica italiana:

"l'esponente di spicco della nuova generazione dei narratori teatrali italiani"


dal 25 al 30 ottobre

ASSO DI MONNEZZA. I traffici illeciti dei rifiuti.

di e con Ulderico Pesce

Asso di Monnezza: i traffici illeciti di rifiuti in Italia, racconta i traffici illeciti dei rifiuti urbani e soprattutto di quelli industriali, che attanagliano l'Italia tanto da far dire che il vero asso nella manica è “quello di monnezza”, vale a dire che l'immondizia smaltita illegalmente offre una grande possibilità di arricchimento soprattutto alla malavita.

E’ la storia di Marietta e della sua famiglia. Marietta è nata nella periferia di Napoli, a Pianura. Il balcone della sua casa si affaccia su una discarica di “monnezza” dove da 40 anni sono state sversate tonnellate di rifiuti, tra i quali 1000 tonnellate di liquidi chimici pericolosissimi provenienti dall’Acna di Cencio. Nata in una famiglia poverissima il suo primo giocattolo l’ha trovato proprio in questa discarica: una bambolina spelacchiata che ancora conserva; ma la discarica e i suoi fumi tossici le ha portato via tutta la famiglia, i genitori e una sorella stroncati da tumori. 
Rimasta sola Marietta si sposa con Nicola e va ad abitare in una masseria agricola a Giugliano, alle porte di Napoli, dove presto arriverà un’altra discarica: dove arriva Marietta arrivano le discariche. 
Marietta è marchiata dalla “monnezza” pertanto la odia ma, dopo un viaggio fatto a casa della sorella Marisa, nel quartiere Colli Aniene di Roma, dove si fa la raccolta differenziata porta a porta, e dove i rifiuti vengono riciclati, cambia vita. Torna a Giugliano, che come sempre è sommersa dai rifiuti e cerca, invano, di convincere le autorità a praticare gli stessi metodi scoperti nel quartiere di Roma. Nulla potendo comincia a praticare la raccolta differenziata porta a porta in assoluta autonomia e grazie all’aiuto dei figli Antonio e Vincenzo. 
Se Marietta e i figli raccolgono l’immondizia il marito Nicola e l’altro figlio Cristian la “nascondono”, nel senso che sono due malavitosi che smaltiscono, in cambio di molti quattrini, rifiuti industriali pericolosissimi provenienti dal Nord che loro gettano nel mare, nei fiumi, in discariche o direttamente sulla terra agricola. 
Il conflitto tra Marietta e il marito Nicola diventa il conflitto tra due modi di concepire l'ambiente la legalità e la vita in genere.

 

 

Teatro Ambra alla Garbatella Piazza Giovanni da Triora, 15, Roma

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Dal 25/10/2011 Al 13/11/2011

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Ulderico Pesce sarà al Teatro Ambra alla Garbatella dal 25 ottobre al 13 novembre con tre spettacoli: Asso di monnezza (25/30 ottobre) FIATo sul collo (1-6 novembre, dove è affiancato da Andrea Satta dei Tetes du bois) e A come amianto (8-13 novembre).

“In questi anni mi chiedo spesso che senso abbia il teatro nel mondo disastrato di oggi.” - dichiara l’autore, interprete e regista di questa trilogia – “Non so darmi una risposta razionale e oggettiva. Riesco solo ad avere una risposta interiore ed emotiva.”  E la sua rabbia civile esplode nel teatro: “La vomito a teatro con l’augurio che questa mia rabbia possa coinvolgere emotivamente chi viene e produrre una “reazione sociale” che possa portare alla costruzione di un mondo migliore. Questo è lo spirito che mi ha spinto a portare in scena i lavori che presento all’Ambra Garbatella: “Asso di monnezza”, dove parlo dell’assurda esistenza nella capitale d’Italia della discarica di Malagrotta; “FIATo sul collo”, dove racconto la vita degli operai della FIAT di Melfi e “A come … amianto” dove racconto la fibra killer.”

Asso di Monnezza: i traffici illeciti di rifiuti in Italia - coprodotto da Legambiente e dal Teatro dei Filodrammatici di Milano, con il Centro Mediterraneo delle Arti - racconta i traffici illeciti dei rifiuti urbani e soprattutto di quelli industriali che attanagliano l'Italia e che fanno arricchire pochi a discapito della salute di molti e dell’ambiente, tanto da far dire che il vero asso nella manica è “quello di monnezza”, vale a dire che l'immondizia smaltita illegalmente offre una grande possibilità di arricchimento.

E’ la storia di Marietta e della sua famiglia. Marietta è nata nella periferia di Napoli, a Pianura. Il balcone della sua casa si affaccia su una discarica di “monnezza” dove da 40 anni sono state versate tonnellate di rifiuti, tra i quali 1000 tonnellate di liquidi chimici pericolosissimi provenienti  dall’Acna di Cengio (Savona). Nata in una famiglia poverissima il suo primo giocattolo l’ha trovato proprio in questa discarica: una bambolina spelacchiata che ancora conserva...

Lo spettacolo rientra nel filone del Teatro Civile già percorso da Ulderico Pesce con Storie di Scorie: il pericolo nucleare italiano. Il testo è stato scritto in base alla documentazione ufficiale della Magistratura italiana e al Rapporto ecomafie di Legambiente, molte delle indagini citate sono ancora in corso, e nello spettacolo si denunciano i Clan della Camorra che si dedicano a questa fruttuosa attività, i funzionari delle Istituzioni pubbliche coinvolti e i titolari delle “finte” ditte di compost fertilizzante per l’agricoltura che sempre più spesso scaricano rifiuti tossici sulla terra agricola.

Ulderico Pesce con questo spettacolo mira a far luce su due punti:

-sul sistema di smaltimento dei rifiuti urbani di cui si parla abbondantemente sulla stampa, e che vede il Sud dell'Italia “incapace di gestire la monnezza” perché nelle mani della malavita e della clientela politica, e un Nord capace ed efficiente;

-sul sistema di smaltimento illegale dei rifiuti industriali, di cui la stampa non parla mai, e che vede il ricco Nord produrre rifiuti chimici pericolosissimi dei quali, parti consistenti, vengono scaricati nel Sud del'Italia, sulla terra agricola, nelle fabbriche di fertilizzante per l'agricoltura, nel mare, nei fiumi ecc.

Oggi, in Italia, si concretizza una vergogna: se si uccide o si ruba qualcosa si commette un reato punito penalmente, se si contamina il mare o la terra il reato non è punito penalmente ma, nella maggior parte dei casi, si risolve con un'ammenda pecuniaria.

tratto da http://www.romatoday.it/

tratto “

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TROFEO ASTRO CHIESOLETTA GARBATELLA

Calendario andata

I° giornata sab 27 ott 12 risultato
14.30 Rione Garbatella Cavese 3 4
15.30 Vecchi ragazzi Nartra categoria 6 7
16.30 Carbonara boys O. al Ginocchio 4 4
RIPOSA: Happypotami
II° giornata sab 10 nov 12 risultato
14.30 Rione Garbatella Nartra categoria 4 5
15.30 Cavese O. al Ginocchio 6 1
16.30 Carbonara boys Happypotami 5 3
RIPOSA: Vecchi Ragazzi
III° giornata sab 17 nov 12 risultato
14.30 Happypotami O. al Ginocchio
15.30 Carbonara boys Rione Garbatella
16.30 Vecchi ragazzi Cavese
RIPOSA: Nartra categoria
IV° giornata sab 24 nov 12 risultato
14.30 Cavese Carbonara boys
15.30 O. al ginocchio Vecchi ragazzi
16.30 Nartra categoria Happypotami
RIPOSA: Rione Garbatella
V° giornata sab 1 dic 12 risultato
14.30 Vecchi ragazzi Carbonara boys
15.30 Happypotami Rione Garbatella
16.30 Nartra categoria Cavese
RIPOSA: O. al ginocchio
VI° giornata sab 15 dic 12 risultato
14.30 O. al ginocchio Nartra categoria
15.30 Cavese Happypotami
16.30 Rione Garbatella Vecchi ragazzi
RIPOSA: Carbonara Boys
VII° giornata sab 12 gen 13 risultato
14.30 Happypotami Vecchi ragazzi
15.30 Nartra categoria Carbonara boys
16.30 O. al ginocchio Rione Garbatella
RIPOSA: Cavese

DA DOVE E QUANDO NASCE L'IDEA DELL'A.S.T.R.O.

Era stato P. Melani, sempre originale quando si tratta di interpretare qualcosa di S. Filippo, a trovare un nome adatto al nascente gruppo sportivo dell’Oratorio.

Associazione Sportiva Tra Ragazzi Oratorio: A.S.T.R.O. con la stella ad 8 punte di S. Filippo sul gagliardetto verde.

La cosa piaceva e la bandiera venne inaugurata sul campo di S. Paolo, ma i nemici, con la tipica sboccata prontezza romanesca, colsero subito un altro aspetto e, con un bell’accento sull’ultima vocale, espressero il loro pensiero. Da allora ogni tanto riaffiora: in una finale di cartello, il dirigente Mustafà organizzò il coro dei sostenitori dell’Under.

Metà ritmava Astro con l’accento sulla O, dall’altra parte un altro gruppo aggiungeva ‘nzi. L’effetto era notevole e, alle sue rimostranze, P. Guido sentì rispondere: “E che male fanno? Mò manco se po’ dì ?nzi?” Un “vai fuori dall’Oratorio” concluse la faccenda. La vita dell’associazione ebbe un bello sviluppo sotto la guida iniziale del Sor Costantino, del Sor Tonino e del Sor Morsucci che badavano molto all’educazione. P. Melani ebbe delle belle soddisfazioni.

Ne è un bell’esempio questo impegno firmato dai dirigenti:  “… ci rendiamo conto che l’attività sportiva, nell’Oratorio, è un mezzo e non un fine e che pertanto essa è subordinata ad alcuni principi educativi dai quali non si può transigere come ad es. considerazioni sulle capacità di un’atleta, condizioni di classifica, etc. non possono avere assolutamente la preminenza su di un provvedimento reso necessario dal contegno manchevole . Nel guidare i ragazzi a noi affidati conveniamo sia necessario educarli ad uno spirito di sacrificio nel saper dare il loro contributo, evitare di esigere solamente: alla piena libertà che l’A.S.T.R.O. concede ai suoi atleti deve corrispondere una totale assenza di qualsiasi incentivo di carattere economico (premi partita, etc.).

Perché lo sport nell’A.S.T.R.O. deve rimanere tale. Altrove il tipico ragazzetto che si iscrive ad una “leva” della società, trova tecnica ed allenatori che insegnano e selezionano in vista del successo della squadra. Ed è la legge della jungla. Chi è inferiore soccombe. Le squadrette dell’Oratorio devono essere spontanee, liberamente formate da ragazzi, tutti han diritto (con turno) di giocare, non si può espellere nessuno una volta accettato. Non è facile imporre tali assurdi, ma il Sacerdote sa che là, in un interesse vivo, attende il Vangelo. Torneo “Microbi”. Una squadretta che lotta per il primato, la classica riservetta che deve sempre stare in panchina.

Un pomeriggio il bambino, mezz’ora prima della partita, è già vestito con la divisa e fa i giri per “scaldarsi”. “Come mai giochi oggi?”. Il bambino solleva il volto: “Du’ so’ malati, uno ha dovuto annà via, me ha detto er capitano che devo giocà”. Pochi minuti prima dell’inizio la tragedia. Le squadre attendono con ansia sotto il portico che termini la partita precedente, quando col fiatone arriva “quello che aveva dovuto andar via”: “So’ qua! La mamma m’ha lasciato venì!”. Un urlo e al mucchio: è uno dei migliori. “ Tu rivestiti, gioca lui! ”. Nessuna pietà: è una partita decisiva.

Il Sacerdote si muove verso lo spogliatoio, deciso ad intervenire. Ma non è necessario. Il nuovo arrivato in spogliatoio getta una scarpa di qua ed una di là, per cambiarsi rapidamente e si siede per allacciarsi gli scarpini. Solo allora si accorge della riserva, che seduta, piange silenziosamente. E’ un momento, poi la vittoria: “Giochi tu oggi”. Non fu facile convincere i compagni.
P. Guido non guardava la partita, ma il volto del ragazzetto che dal bordo del campo, seguiva la partita con gli atteggiamenti tipici, inconsapevolmente, del tifoso che soffre per la squadra, e pensava che un atto del genere, val ben più di un bel voto sulla pagella. Nel secondo tempo la riserva, spontaneamente, cedette il posto, gioiosa per l’esperienza (e la squadra vinse).  Altre volte la mafia, come in questo biglietto:  “Atturà, ce dispiace ma non puoi giocà. Non andare a piangere da P. Guido o Figliolia, che per colpa loro non dovrebbero giocare un tempo-due dei più forti perché a tanti gli abbiamo fatto dire di no per far giocare Grifoni e Passi. E questi sono mille volte più forti di te. Se tu insisti di giocare sei un vigliacco perché la vergogna cade su tutti noi e sai che a noi non piace.  Firma: la squadra” .

Oggi è passato il tempo delle belle “repubbliche autonome” che caratterizzavano la vita del quartiere. Ciascuna di esse poteva contare su una cinquantina di giovanissimi (maschi e femmine) di varia età, che crescevano insieme sotto casa, costruendo inavvertitamente una autentica comunità: Le partite richiamavano i cortei di simpatizzanti con cartelli, striscioni, bidoni etc. La denatalità ha passato un colpo di spugna su questo mondo paesano, ben più vivo dell’attuale anonimato. Oggi per lo più le squadrette trovano nella comunità di classe l’elemento di aggregazione. Tuttavia lo sport nell’Oratorio è sempre sport nel senso più vero. “Le più belle partite le ho giocate qui”: frase tante volte sentita. Ed anche Agostino Di Bartolomei, che qui cominciò a 11 anni la sua carriera, lo ricorda:

…non sa, caro Padre, con quanta gioia ricordi i momenti passati alla “Chiesoletta” e con quanta cura tenga da parte le foto ed il trofeo A.S.T.R.O. vinto partecipando ai numerosi tornei da Lei organizzati …

… per me e per tanti ragazzi della Garbatella, Tormarancia, piazza dei Navigatori, che ancora oggi escono uomini da quella scuola di vita che è l’Oratorio S. Filippo Neri …

Agostino


Fonte http://www.chiesoletta.it/index.php?option=com_content&view=article&id=14:sezione-astro&catid=8&Itemid=110

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