STORIA RIGIRATA

Storia rigirata


Na cicala che beata stava a cantà,
Guarda na formica intenta a lavorà.
“Ma ogni tanto te riposi,spero,
mica vorai esse la più ricca der cimitero?”
Rispose la formica stuzzicata:
“Quanno sarà inverno te sarai fregata.
Perché io sto qui a ammucchià,
e te lì solo a strimpellà….”.
A n’tratto a cicala morì tra le preci,
N’somma annò a fa tera pe li ceci.
Ma co n’soriso così grosso,
Soddisfatta de la vita a più nun posso.
Doppo poco tempo ,
Na malattia, a la formica, gne diede scampo.
Se ncontrarono n’paradiso,
A cicala beata, a formica incazzata n’viso.
A cicala guardannola co soddisfazione,
Je disse: “ E mò? Tutto quello che hai ammucchiato ar cantone?
Tutto er lavoro senza riposasse,
Chi ce pensa a divertisse?”
Nun so chi tra a cicala e a formica è mejo,
Però de sicuro er troppo è no sbajo.
Perciò,vivi er momento, cor sole e co la tempesta,
Perché morimo tutti, e ciccia ar culo a chi resta!!!”


Renato Alberti

 



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