Nel rione Garbatella sono stati realizzati alcuni parchi e giardini con lo scopo di offrire ai bambini uno spazio sicuro in cui giocare e agli abitanti del rione un luogo di incontro e socializzazione.

Quotidianamente all’interno di questi spazi pubblici si possono incontrare bambini che giocano con i genitori, ragazzi adolescenti che si divertono giocando a calcio e persone anziane che sedute sulle panchine leggono il giornale. Ogni parco ha il suo spazio ludico per i bambini che si divertono sulle altalene, gli scivoli e le casette di legno.
Nel periodo estivo diventano i luoghi ideali per varie iniziative come il cinema all’aperto, eventi musicali e mercatini di artigianato.

Giardino Monsignor Desiderio Nobels si trova Via delle Sette Chiese di fronte alla chiesa di S.Filippo Neri e dispone di panchine per sedersi, le cotruzioni di legno, gli scivoli e le altalene per i più piccoli.

Parco di Via Ignazio Persico prende il nome dalla omonima strada che collega Piazza Michele da Carbonara con Via Caffaro, una delle vie più commerciali del rione.
Adiacente al parco c’è il dog park in cui le persone possono tranquillamente far passeggiare il proprio cane in tutta sicurezza.  

Parco Caduti del Mare situato nelle vicinanze della fermata Metro e adiacente al circolo ricreativo ………
Per accedere al parco si può entrare da Via G.Pullino, Via L.da Pietrasanta e Via D.Salinieri, accanto a quest’ultimo ingresso c’è un dog park.
All’interno del parco principale ci sono due aree, una nella parte superiore in cui ci si può sedere sulle panchine e l’altra dedicata ai bambini dispone di altalene, scivoli e costruzioni in legno accanto alle quali c’è un area mlto spesso luogo di partitelle fra i giovani del rione.

Parco di Piazza Benedetto Brin detto il “Pincetto” della Garbatella offre due spazi verdi in cui si può accedere da due distinti cancelli.
Tra i due ingressi vi è Piazza Benedetto Brin ingentilita da una bella fontana e da una storica scalinata che collega la Garbatella con la Via Ostiense. All’interno di uno dei due spazi c’è una pista di pattinaggio utilizzata anche come campetto di calcio e nell’altro ci sono le costruzioni di legno, le altalene e gli scivoli per i bambini.

Parco di Via Giovannipoli
L’ingresso principale è in Via Giovannipoli, attualmente nel parco si stanno svolgendo dei lavori di ristrutturazione.
Durante l’estate il parco diviene la sede del Cinema Arena Garbatella e spesso ci sono eventi musicali con dei mercatini di oggetti d’artigianato

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Partenza da Piazza Oderico da Pordenone situata su Via delle Sette Chiese di fronte al Palazzo della Regione Lazio.

Percorrendo Via delle Sette Chiese si attraversa Via C. Colombo. Procedendo sempre dritti e lasciandosi sulla sinistra Piazza dei Navigatori si giunge in Largo B. Bompiani.
Da qui inizia di nuovo via delle Sette Chiese, percorrendola per circa 200 mt. si giunge all’ingresso della Chiesa di S. Domitilla, da cui si può accedere alle omonime Catacombe di Domitilla.
Uscendo, si continua su Via delle Sette Chiese fino a giungere all’incrocio con Via Ardeatina. Qui, alla vostra sinistra, si trova l’ingresso delle Catacombe di S. Callisto. Prima di visitare il complesso sepolcrale si consiglia la visita al Sacrario delle Fosse Ardeatine il cui ingresso principale è sulla Via Ardeatina a circa 50 mt. di distanza.
All’interno del parco delle catacombe di S. Callisto vi sono delle indicazioni molto chiare per continuare il percorso e visitare  la Chiesa di Domine, Quo Vadis?, le Catacombe di S. Sebastiano e il Mausoleo di Cecilia Metella. I tre monumenti sono situati sull’Appia Antica.

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Nelle vicinanze di Piazza E. Biffi si trova Via Magnaghi. Percorrendola si arriva a una salita, in cima alla quale sulla destra si può ammirare l’edificio adibito ancora oggi, come anni fa, ad asilo infantile – la Casa dei Bambini – e che gli abitanti di Garbatella chiamano “Scoletta”. Ci troviamo a questo punto in Piazza Nicola Longobardi.
La Scoletta è divenuta famosa oltre i confini del rione per aver ospitato il set cinematografico della serie televisiva “Caro maestro” con Marco Columbro ed Elena Sofia Ricci.
A poca distanza percorrendo Via Randaccio si giunge in Piazza Masdea, altro crocevia di un rione colmo di viottoli caratteristici e colorati che si ramificano fino a far perdere le proprie tracce.
Si consiglia di passeggiare in Via Montecorvino ammirando, ai lati del viottolo, le casette caratteristiche per poi giungere ad una scalinata alla fine della quale si sbuca su Via Roberto De Nobili dove si può vedere l’ingresso del Roma Club Garbatella, utilizzato come “Bottiglieria” nel set cinematografico della serie televisiva “I Cesaroni” interpretata da Claudio Amendola ed Elena Sofia Ricci.
Proseguendo il cammino si attraversa Piazza Giovanni Da Triora e, svoltando a destra, si percorre  Via Giacomo Rho che ci porta in Piazza Damiano Sauli dove si mostra imponente ai nostri occhi la Scuola “Cesare Battisti” che è stata spesso utilizzata come set di cinema e Tv. Tra gli altri possiamo ricordare il film “Bianca” di Nanni Moretti, ancora la serie televisiva “I Cesaroni”, “Manuale d’Amore 2” con Carlo Verdone, Sergio Rubini, Antonio Albanese, e tanti altri film degli anni ’70 e 80.
Lasciando questa splendida piazza, si prosegue in discesa per Via Passino e dopo poche centinaia di metri ci si può fermare ad osservare sulla destra, una piccola casetta chiamata “La Villetta” un tempo sede dell’ex Casa del Fascio poi sede del Partito Comunista Italiano e per anni sede divisa tra il Partito Democratico della Sinistra (al piano inferiore) e Rifondazione Comunista (al piano superiore).
Proseguendo su Via Passino si supera sia l’edificio del Centro Sociale Occupato Autogestito “La Strada” che il mercato ortofrutticolo coperto per arrivare in Piazza Bartolomeo Romano, centro storico e artistico della Garbatella.
Questa piazza rappresentava il centro di maggior dinamismo sociale del rione, sia per la presenza del Cinema Teatro Palladium dove si rappresentavano spettacoli teatrali, riviste di avanspettacolo e proiezioni di film pomeridiani per i ragazzi del rione, sia per l’edificio dei Bagni Pubblici funzionante fino agli anni ‘60 situato all’inizio di Via E. Ferrati.
Nel proseguire il percorso si può percorrere Via Luigi Orando e arrivare in Piazza B. Brin direttamente, ma si perderebbe la possibilità di ammirare uno dei più begli edifici che offre la Garbatella, quello su Via L. Fincati caratterizzato da una serie di particolari ornamenti non usuali per un quartiere che è nato come popolare.
Giunti in piazza Pantero Pantera si percorre via della Garbatella, una strada leggermente in salita che vale la pena attraversare per giungere in quello che comunemente viene chiamato il “Pincetto della Garbatella”, ossia Piazza Benedetto Brin. Qui si delinea il confine del rione separandolo dalla Via Ostiense e si può ammirare la targa impressa nel muro in cui si ricorda la deposizione da parte di Vittorio Emanuele III della prima pietra che ha dato origine a quel primo agglomerato di case che poi divennero l’attuale Garbatella.
Il percorso ora si divide. Infatti, se si scendono le scale sottostanti la piazza, si arriva in Via Ostiense dove ci sono gli edifici dell’Università di Roma III, invece percorrendo Via G. Rocco si arriva alla Piazza Parco S. Paolo dove si può contemplare la Basilica Patriarcale di S. Paolo Fuori le Mura.

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Partenza dal Giardino Monsignor de Nobels, all’interno del quale vi sono due importanti chiese del rione: S. Filippo Neri, eretta nel 1952, e la storica Chiesa di S. Isidoro e S. Eurosia, costruita nel 1818 per volere del Monsignor Nicolai, Ministro dell’Agricoltura con Papa Gregorio XVI.

Sul muro esterno della piccola chiesa, o “Chiesoletta” come viene chiamata dagli abitanti del rione, è impressa la scritta Via Paradisi ai cui lati sono presenti due medaglioni di marmo raffiguranti rispettivamente S. Filippo Neri e San Carlo Borromeo. Si dice che proprio qui, durante un pellegrinaggio nel 1575, i due Santi si incontrarono.  
Proseguendo il cammino, e lasciandosi alle spalle la chiesoletta, si giunge in Piazza S. Eurosia dove si possono ammirare alcuni reperti di colonne romane.
Da qui si passa sotto l’arco di Via A. Rubino, che Nanni Moretti attraversa con la sua vespa nel film “Caro Diario”, e si giunge a Piazza Sapeto dove Lucia Bosè abitava nel film “Le Ragazze di Piazza di Spagna”.
A questo punto bisogna fare una scelta poiché ci sono quattro possibili percorsi. Si consiglia di entrare nell’arco di destra in Via Angelo Orsucci e percorrere la scalinata che porta diretta a Piazza Ricoldo da Montecroce, dove c’è il Monumento simbolo della Garbatella, la Fontana Carlotta detta “degli innamorati” perché era un punto d’incontro degli innamorati prima della guerra.
Dopo essersi dissetati dell’acqua di Carlotta si percorre Via R. De Nobili e, a poca distanza, si giunge in Piazza Bonomelli dove, sulla facciata dell’edificio sulla sinistra, si può ammirare il busto a rilievo di una ragazza che, con un seno scoperto, allude alle sue grazie.
La scultura, incorniciata da un nastro che reca la scritta Garbatella, impone il nome alla città giardino. Un particolare che merita di essere osservato è l’antica scritta “Vota Garibaldi Lista N 1…”  in vernice rossa trovata sul muro del palazzo in Via Basilio Brollo. La scritta risale alla campagna elettorale delle elezioni politiche del 18 aprile 1948.
Tornando su Viale Guglielmo Massaia, e percorrendola verso sinistra, lo sguardo viene catturato da un grande orologio incastonato sulla torretta in cima all’edificio di colore rosso. Si è in Piazza Michele da Carbonara e quello che si sta guardando è uno dei quattro Alberghi Suburbani detto proprio per il loro colore Albergo Rosso.
Continuando a percorrere Viale Massaia si arriva in uno dei più importanti luoghi del Rione Garbatella, Piazza Eugenio Biffi nella quale si può ammirare al centro della stessa un “ponticello” di epoca medioevale trovato recentemente e accuratamente portato alla luce.
Questa piazza delimita il confine tra la Vecchia Garbatella e i palazzi di costruzione successiva situati lungo la Circonvallazione Ostiense.

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Le catacombe di Roma sono antiche aree cimiteriali sotterranee, i cui nuclei più antichi risalgono al II secolo. Molti di questi complessi cimiteriali, per essere eretti dovevano rispettare le norme dettate dalla legislazione romana, nelle quali si stabiliva che l’ubicazione poteva essere esclusivamente all’esterno delle mura della città. Infatti queste aree vennero create lungo l’importante rete di comunicazione della città costituita dalle cosiddette vie consolari.

Nell’area intorno alla Garbatella, al bivio tra l’antica via Appia e la via Ardeatina, è situato il più importante polo funerario dell’antica Urbe, le Catacombe di San Callisto (il nome è in onore di Papa Callisto 217-222) a cui viene attribuita l’importanza di custodire, all’interno della Cripta dei Papi, le spoglie dei primi pontefici della Chiesa di Roma.

Non molto distante da questo sito cimiteriale, sempre sulla Regina Viarum (via Appia Antica), è ubicata la Catacomba di San Sebastiano, al cui interno meritano attenzione particolare i due monumenti cosiddetti della Triglia e della Piazzola.

Altro importante luogo di sepoltura e di preghiera dei primi cristiani, risalente al III secolo e posto vicino alle due appena citate in via delle Sette Chiese, è rappresentato dalle Catacombe di Domitilla, che si possono ammirare entrando nella suggestiva Basilica dei Santi Nereo e Achilleo. L’edificio sacro è dedicato ai martiri Nereo e Achilleo forse pretoriani convertiti al cristianesimo, uccisi durante l’impero di Diocleziano.

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Le principali chiese del rione Garbatella sono la Chiesa di S Isidoro ed Eurosia in via delle Sette Chiese 99, altrimenti detta anche Chiesoletta dagli abitanti della Garbatella,  la Chiesa di San Filippo Neri adiacente alla Chiesoletta,  la chiesa di San Francesco Saverio in p.zza Damiano Sauli, e la chiesa di Santa Galla sulla Circonvallazione Ostiense.

La chiesa più antica è la Chiesoletta che Monsignor Nicolai, ministro del dicastero dell’agricoltura durante il papato di Gregorio XVI, iniziò a far costruire nel 1818  per i contadini che lavoravano nella sua tenuta detta dei 12 cancelli e per i pellegrini che avevano bisogno di ristoro e conforto. La costruzione ideata dall’architetto Valadier, ha incastonata nel muro esterno, la scritta Via Paradisi ai cui lati sono presenti due marmi a circonferenza raffiguranti rispettivamente S. Filippo Neri e San Carlo Borromeo.
Spostandosi sulla via Ardeatina, di fronte alle catacombe di San Callisto, si può ammirare la chiesa, risalente al IX secolo, di Domine, Quo Vadis?  Si dice che il luogo dove essa è stata eretta sia lo stesso dove Gesù apparve all’apostolo Pietro che, in fuga dalle persecuzioni di Nerone, gli domandò: “Domine, quo vadis?” e Gesù gli rispose: A Roma per essere crocifisso di nuovo.

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Per la mano augusta di S.M. il Re Vittorio Emanuele III
L’Ente autonomo per lo sviluppo marittimo e industriale
e l’Istituto delle case popolari di Roma
con la collaborazione delle cooperative di lavoro
ad offrire quieta e sana stanza agli artefici del rinascimento economico della capitale

Questo aprico quartiere fondano oggi XVIII Febbraio MCMXX


Con questa frase (riportata sull’epigrafe murata dell’edificio centrale di Piazza Benedetto Brin) veniva posta la prima pietra per la costruzione del primo quartiere operaio di Roma, che si sarebbe esteso sui colli di San Paolo fuori le mura fino a via Ostiense, via delle Sette chiese e al fiume Almone.

L’origine di questo quartiere va fatta risalire alla fase di grande sviluppo edilizio che ha caratterizzato la storia architettonica della città di Roma nel primo dopo guerra.
Il piano prevedeva la costruzione di un porto marittimo sul litorale di Ostia collegato con la città attraverso un canale a grandi fondali, parallelo al corso del Tevere, che avrebbe permesso la navigazione a imbarcazioni di grandi dimensioni. Originariamente si pensò a due luoghi destinati alla costruzione del bacino per l’approdo delle imbarcazioni provenienti da Ostia. Il primo è nell’attuale zona di via della Vasca Navale vicino alla Basilica di San Paolo, il secondo nei pressi di Via del Porto Fluviale sul confine tra Testaccio e Garbatella.

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Visite guidate alla “Chiesoletta” dei Santi Isidoro ed Eurosia.

di G. Valadier.

Situata lungo la Via delle Sette Chiese, la “chiesoletta” dei Santi Isidoro ed Eurosia è veramente uno dei monumenti architettonici più importanti della Garbatella; il suo valore è stato messo in luce in occasione della mostra San Filippo Neri, la Regola e la fama. (Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia, ottobre-dicembre 1995.)

In occasione del recente restauro esterno e del portico della chiesa, si propone  (nei mesi febbraio-giugno) L'intento è quello di coinvolgere il visitatori raccontando loro, le vicissitudini storiche e le caratteristiche architettoniche del complesso monumentale; questo al fine di offrire  un nuovo approccio, non convenzionale, per accostarsi al patrimonio culturale, sviluppando e rinforzando il senso di rispetto per il bene pubblico. Tale iniziativa sarà guidata da personale interno e/o da Sodali membri dell’Oratorio.La visita guidata è gratuita.

Il complesso monumentale è raggiungibile:

§ metrò fermata Garbatella, autobus 670 e 715 fermata Via A. M Strozzi

§ autobus 716 fermata Viale G. Massaia;

§ auto o pullman Via delle Sette Chiese, 101

Per prenotazione visita, del tutto gratuita, rivolgersi al numero 06-51605010 ufficio prenotazione Chiesa dei Santi Isidoro ed Eurosia, dalle ore 9 alle 12 e dalle 16 alle 19 dal lunedì al venerdì.

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Il Sacrario delle Fosse Ardeatine è stato creato in memoria del crudele eccidio perpetrato (come rappresaglia per l’attentato di via Rasella a Roma, nel quale furono uccisi dai partigiani 33 soldati tedeschi) dai nazisti il 24 marzo 1944  nelle cave di pozzolana situate tra la via Ardeatina e via delle Sette Chiese.
Il complesso mauseale è il primo monumento moderno italiano costruito per commemorare le vittime dell’eccidio nazi-fascista; è costituito da un cancello d’ingresso in bronzo che permette l’accesso alle grotte ove venne consumato la strage, al Mausoleo dove sono raccolte le salme e poi vi è una scultura che simboleggia la tragedia dei 335 martiri. 

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La costruzione dei primi quattro lotti, attestati attorno a Piazza Benedetto Brin - collegata alla via Ostiense dalla scalinata monumentale progettata da Plinio Marconi - risale al 1921 e si struttura in una serie di piccoli edifici isolati, di undici tipologie diverse e dal taglio progressivamente crescente a partire dalla casa monofamiliare.

 

Originariamente l’edificazione della Garbatella doveva rispettare il modello sviluppato in Inghilterra delle garden cities (città giardino), caratterizzate da un buon collegamento con il centro della città, e costituite da case unifamiliari con ingresso indipendente, giardino e spazi verdi coltivabili.

Con l’avvento dell’autoritarismo fascista, lo sviluppo urbanistico della Garbatella subì un brusco cambiamento, caratterizzato da un intenso periodo di edificazione a danno del verde pubblico presente nella zona. Questa nuova fase, conseguenza del mutato scenario politico nazionale, vede la Garbatella divenire luogo di sistemazione per tutte quelle persone, non necessariamente povere, che si trovavano senza una casa. In questo periodo, infatti, viene presa la decisione di ridisegnare il volto del centro della città, attraverso l’abbattimento di molti edifici con conseguente necessità di trovare nuova sistemazione agli inquilini sgomberati.

La realizzazione dei necessari complessi abitativi venne affidata ancora una volta all’Istituto per le case popolari (ICP), il quale attuò uno sviluppo edilizio basato sulla sperimentazione della “casa rapida” negli anni compresi tra il 1923 e il 1927. Questa tipologia poteva essere visivamente associata alla casa giardino ma, a differenza del modello inglese, prevedeva l’utilizzo di materiali molto economici, era caratterizzata da una notevole velocità di esecuzione, gli elementi ornamentali erano marginali e gli spazi verdi non erano più giardini privati ma luoghi collettivi.



A partire dal 1928 alla Garbatella venne sperimentata un’altra tipologia di struttura abitativa, gli Alberghi suburbani, realizzati tra il 1928 e il 1929, attorno a piazza Michele da carbonara. Gli alberghi suburbani (lotti 41,42 Rosso-43,44). Questi edifici, ideati dall’Architetto Innocenzo Sabbatini, suscitarono grande interesse, fino ad essere presentati nella Prima Mostra di Architettura Razionale che si tenne a Roma nel 1928. Al loro interno dovevano ospitare momentaneamente le famiglie sfollate dal centro della città e, per evitare che  si stabilissero definitivamente all’interno degli edifici, furono fatti funzionare come case albergo, strutturate in modo tale da dividere gli spazi riservati alla sfera privata (stanze da letto, camerate usate come dormitori e divise per sesso) con gli spazi comuni in cui si espletavano le altre attività (servizi igienici sanitari, sale da pranzo, asili nido e scuole, l’ambulatorio medico, etc). Nel 1929 le case albergo subirono una trasformazione molto importante per coloro che ci vivevano. Infatti le sistemazioni  provvisorie costituite dalle parti comuni vennero divise e furono creati dei veri e propri alloggi familiari.

Questa trasformazione fu importantissima per la Garbatella, e ad essa si aggiunsero le opere di completamento dei lotti iniziati tempo prima dall’Istituto Case Popolari e la costruzione di nuovi edifici da parte dell’Istituto Postelegrafonici che non si discostavano molto dalle strutture che avevano dato origine al quartiere (1931-1933 Via Guglielmo Massaia)

La Garbatella cresceva, dunque, come un vero e proprio quartiere e così nello stesso periodo furono realizzate la Scuola (P.zza Damiano Sauli), il teatro Palladium alto sei piani e ideato come edificio di testa del lotto 12 verso la piazza (P.zza Bartolomeo Romano) e un edificio polifunzionale inserito nel lotto 13 che ospitava al piano terra i bagni pubblici, attivi fino agli anni sessanta, nei piani intermedi abitazioni popolari e all’ultimo livello degli spazi dedicati agli studi (l’ingresso è in via Ferrati).

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