Il Progetto ERMES continua

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Il Progetto ERMES continua attraverso la realizzazione di laboratori creativi sui temi dell'energia, dei rifiuti, della mobilità e della biodiversità, nelle scuole medie del Municipio XI. Educare allo Sviluppo Sostenibile è una via possibile per trasmettere al territorio, attraverso il mondo della scuola, la consapevolezza necessaria per mettere in atto quei cambiamenti nei nostri modi di consumo, nei nostri stili di vita, nei nostri comportamenti quotidiani, che sono ormai imprescindibili per garantire uno sviluppo che tenga conto delle generazioni future e della capacità di carico del pianeta Terra. Comunicato | Schede laboratori: rifiuti | energia | biodiversità | mobilità.

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Comunicato stampa 16 novembre 2010

I Parchi del Municipio XI abbandonati dalla Giunta Alemanno

“Da oltre due anni si deve registrare il totale abbandono, da parte della Giunta capitolina, della cura dei parchi presenti sul nostro territorio, con la scarsa pulizia e con aree giochi per bambini, panchine danneggiate e attrezzature sportive leggere spesso rimosse. Il Municipio XI ha ripetutamente sollecitato il ripristino, ma non è mai giunta risposta. In particolar modo versano in pessime condizioni l’ex Parco Fao, in V. Cristoforo Colombo e quello di fronte, intitolato a Falcone e Borsellino. Estremamente trascurati sono anche Parco Francesco Albani, Giardino Maria Rosaria Lopez, Parco Sbragia, Parco della Torre di Tor Marancia, Parco Mattia Preti, Parco Maurizio Arena, Parco del Forte Ardeatino, Giardino Maurizio Oliva, Parco Baldini, Parco Cavallo Pazzo, Area verde via Paolo Di Dono - Viale del Tintoretto. A questi se ne aggiungono altri in totale assenza di manutenzione, a tutt’oggi affidati inspiegabilmente all’Assessorato comunale alle Periferie e ai Lavori Pubblici anziché a quello all’ambiente: è il caso di Parco Pullino, Parco Serafini, Parco Nobel e del verde di Piazza dei Caduti della Montagnola. Accentramento delle competenze al Comune, azzeramento dei fondi al Municipio, giochino di potere tra i diversi assessorati comunali: il risultato di questi tre fattori è un patrimonio ambientale degradato e sott’utilizzato.”

“Gli interventi di recupero, realizzati grazie a fondi municipali o messi a disposizione dalla Provincia di Roma, hanno permesso la sistemazione del giardino in via di Villa Lucina (angolo Giustiniano Imperatore), la sistemazione di 100 nuovi alberi nel quartiere Tor Marancia, dopo l’abbattimento delle piante malate, la realizzazione di una area cani nel Quartiere ‘Rinnovamento’ (zona Grottaperfetta) e l’installazione di una nuova area ludica a parco Shuster a San Paolo.”

“Nonostante questi sforzi il quadro non è roseo, perché la Giunta Alemanno continua ad ignorare richieste e gridi di allarme pur avendo a disposizione, in bilancio, 500 mila euro per aree giochi.”

Il Presidente

Andrea Catarci

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ORTI ROMANI

Dalle scuole alla Sapienza
ecco la "città contadina"

Sono già sessantasette gli spazi dove si coltivano frutti e ortaggi. I giardini della Garbatella e le facoltà

di VIOLA GIANNOLI

Dalle scuole alla Sapienza  ecco la "città contadina"

Immaginano giardini nel cuore della città. Disegnano e progettano orti urbani da seminare e coltivare con zucchine, pomodori o melanzane. Sognano una cucina basata sui prodotti della terra. Sono i contadini metropolitani del nuovo millennio. Architetti, paesaggisti, agronomi o semplici cittadini alle prese con vivai, serre ed aiuole: eden biologici nel centro della Capitale.

A volerli contare a Roma sono 67 i siti utilizzati oggi come orti urbani: 90 ettari in tutto ricchi di fiori e frutti. Una vera e propria mania in espansione che sulla scia di Michelle Obama ha contagiato milioni di italiani pronti a coltivare pomodori o piante aromatiche sul terrazzo di casa propria.

E se per l'orto urbano del Campidoglio bisognerà attendere, per ragioni di bilancio, almeno primavera, a breve nascerà il primo orto "accademico" della Capitale nella facoltà di architettura della Sapienza a Valle Giulia. Un giardino botanico, e biologico, che entrerà nel circuito dei presidi Slowfood e sorgerà a ridosso di viale Bruno Buozzi, accanto a quella mensa universitaria da tempo abbandonata e ora parte integrante del progetto. Un'area zappata già da "Spiridione", custode settantenne che da trent'anni cura un piccolo orticello in quelli che sono i Monti Parioli, antiche colline tufacee un tempo costellate da coltivazioni di peri, i cosiddetti "peraioli".

Sono stati i dottorandi e i docenti del corso in Progettazione e gestione dell'ambiente e del paesaggio ad organizzare un workshop e un concorso di idee per realizzare l'orto: "Agronomi che si sono cimentati con la composizione, e architetti che hanno imparato cosa sia la rotazione colturale, l'umidificazione del suolo o l'antica pratica del sovescio" spiega Serena Savelli, dottoranda in Architettura. Settori talmente complementari che la giuria di prof composta da Laura Ferretti, Giuseppe Scarascia Mugnozza e Lucio Carbonara ha premiato due progetti ex aequo, da sintetizzare e cantierare, come ha chiesto l'ex preside Livio De Santoli, prima possibile. Saranno poi gli studenti di Valle Giulia e Quaroni a creare e gestire il giardino che germoglierà in primavera. E i prodotti? Serviranno ad alimentare la nuova mensa universitaria di ortaggi biologici a chilometri zero. Dalla terra alla tavola, insomma, secondo la filosofia Slowfood ideata da Carlo Petrini.

Un'iniziativa che fa parte anche del circuito "Orto in condotta" per le scuole di Roma: piccoli orti a misura di bambino, dove gli alunni delle scuole elementari e dell'infanzia potranno cimentarsi nella coltivazione di ortaggi "Ogm free". E che si affianca al primo Parco degli orti urbani in via della Consolata, zona Pisana, nel XVI municipio coltivato dagli anziani della zona, agli orti in condivisione della Garbatella e agli "orti in casa" dei Giardini della Landriana, 40 chilometri a sud di Roma, un vero e proprio servizio a domicilio curato da professionisti del verde per avere sempre a portata di mano i profumi e i sapori della buona cucina mediterranea: spinaci, salvia, basilico, menta, melissa e fragole.

(10 novembre 2010)

tratto da www.roma.repubblica.it

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I ECOLOGIA [-- Undici scuole illuminate da pannelli fotovoltaici Via libera dalla giunta comunale: stanziati due milioni per l'installazione degli impianti alternativi Passo avanti verso il risparmio energetico nelle scuole romane. La Giunta comunale, su proposta dell'assessore ai Lavori pubblici e periferie Fabrizio Ghera, ha approvato il progetto definitivo per la realizzazione di impiantifotovoltaici all'interno dei plessi scolastici comunali. Lo comunica il Campidoglio, in una nota.

«Gli interventi - spiega la nota diffusa dall'amministrazione comunale - suddivisi in tre lotti, riguardano 11 scuole. Il primo lotto di lavori comprende gli istituti in via De Finetti e in via Frignani nel Municipio XII; in via Benedetto Croce nel Municipio XI. Il secondo riguarda le scuole Fontanile Anagnino nel Municipio X; Giovanni Cagliero nel Municipio XI; Millecolori e Carlo Evangelisti nel Municipio XVIII. Il terzo lotto è relativo ai plessi Guido de Ruggero nel Municipio V, Archimcde.e Corbellini nel Municipio VIII c Anna Magnani nel Municipio IV».

«L'amministrazione comunale- dichiara l'assessore ai lavori pubblici - oltre ad assicurare interventi di messa in sicurezza ha stanziato circa due milioni di euro per la reali7727ione di impianti fotovoltaici all'interno delle scuole comunali».

«Il settore dell'edilizia scolastica - aggiunge Ghera - ormai da tempo è sempre più attento alle molteplici esigenze architettoniche in materia di ecosostenibilità e biocompatibilità e il provvedimento approvato oggi si rende importante quanto necessario poiché pone attenzione al risanamento energetico ed in particolare al contenimento dei consumi energetici negli edifici scolastici».

C.R.

Pr , • . . r La giunta del Campidoglio ha approvato il progetto definitivo per la realizzazione di impianti fotovoltaici all'interno dei plessi scolastici comunali: interessate ai lavori sono undici scuole che verranno dotate dei pannelli secondo in piano diviso in tre lotti ***

di CR
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Patto a tre per tutelare l'Appia Antica dagli abusi

Il Municipio Roma XI ha promosso e sottoscritto una convenzione con la Regione Lazio e la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, allo scopo di prevenire e reprimere i fenomeni di abusivismo edilizio, in particolare nei confronti del Parco dell'Appia Antica e delle aree limitrofe.


Con tale intesa, siglata dal Soprintendente Bottini, dal Vice Presidente della Regione Lazio Montino e dal Presidente del Municipio Roma XI Catarci, è operativa dal 1 Ottobre e consentirà di rendere più veloci le azioni di tutela: dall'accertamento della violazione sino alla eventuale demolizione.

per leggere la convenzione cliccare qui

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Declinazioni paesaggistiche di un progetto di cooperazione: un nuovo giardino condiviso alla Città dell’Utopia

In cinque minuti di cammino dalla stazione metro San Paolo, forse dilatati in sei sette a causa del piacere rituale che provo nel chiedere indicazioni, arrivo alla città dell’Utopia, ben nota al quartiere visto che tutti gli interpellati rispondono prontamente.

Ci sono dei panni stesi al sole, l’ultimo canto delle cicale, la lettiera profumata dei pini e due ragazze che studiano con la porta aperta, davanti ai loro pc. D’intorno i palazzi e il rumore della strada. Le ragazze mi annunciano a Michela, coordinatrice del progetto di cooperazione sociale per conto dello SCI (servizio civile italiano), che mi raggiunge insieme al botanico ed alla paesaggista che si occupano del giardino condiviso.

La Città dell’utopia è in realtà un antico casale, sopravvissuto all’urbanizzazione del XI municipio, chiedo allora a Michela, il perché del nome e lei cita un verso di Eduardo Galeano: “Lei è all’orizzonte, mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi (…) A cosa serve l’utopia? Serve proprio a questo: a camminare.”

…e di strada La Città ne ha fatta da quando, nel 2004, il Casale storico è stato assegnato, con sensibilità e lungimiranza, dal XI municipio al progetto di cooperazione, progetto proposto dallo SCI e selezionato tra un ventaglio di destinazioni d’uso alternative tra cui la ben più remunerativa prospettiva di affitto ad una clinica privata. La vita della Città, prima, e quella del suo giardino, poi, inizia come quella di molti giardini condivisi, con una discarica coperta di rovi e sterpaglie, ripulita grazie all’organizzazione di campi di lavoro che hanno attirato a San Paolo volontari da ogni parte del mondo, che tutt’ora si tengono regolarmente ogni primo sabato del mese e che continuano a costituire, per ora, la principale forza-lavoro profusa nel progetto.

Michela aggiunge che il nome “Città” allude alla volontà di promuovere la costituzione di una cittadinanza attiva nel quartiere e di mettere in relazione il Casale e le sue attività con il tessuto sociale insediato in quello urbano circostante.

Fisicamente La Città poggia su un piccolo rilievo e si relaziona al quartiere a mezzo di una scalinata aperta tra le quinte di due alti palazzi. Una prospettiva ripida ed enfatizzata dagli alti pini antistanti il Casale, rivela l’edificio in tutta la sua dissonante anomalia. Il Casale funge, in questo senso, come riferimento urbano di grande portanza orientativa, una singolarità rispetto al contesto, accentuata dalla posizione spazialmente preminente e dall’arretramento in contrasto con le grandi masse che occupano il fronte stradale .

Da questo nitore che il casale Garibaldi ha nell’immagine urbana dei residenti di San Paolo, dalla sua valenza di monumento del passato agricolo nel palinsesto di stratificazioni della città, dal sovraccarico semantico che i cittadini conferiscono alla sua sede, forse la Città deriva gran parte del suo successo.

La scalinata che conduce al casale funge da linker funzionale delle relazioni tra gli abitanti e La Città, una sorta di porta dimensionale tra il reale e l’utopia, tra il paesaggio urbano circostante e le memorie dell’agro al quale l’edificio rurale era asservito. Ogni mattina del terzo sabato del mese la “porta” espleta il massimo della sua funzione di soglia e la scalinata diventa teatro dell’incontro tra dimensione urbana e rurale con il “mercato contadino”.

Al mercato si incontrano l’offerta di prodotti biologici a chilometro zero degli agricoltori con la concordata domanda da parte del G.A.S. (gruppo di acquisto solidale) costituito all’interno della Città ma una quota sempre maggiore di prodotti viene comprata anche da abitanti del quartiere non iscritti al gruppo e dai passanti.Tra i banchi del mercato si tengono anche laboratori gastronomici per bambini in cui si fanno la pasta ed il pane destinati ai pranzi sociali a sottoscrizione libera che si tengono nel giardino o nei locali della Città.

Il giardino dell’ utopia

Pur dovendo molta della sua suggestione alla capacità evocativa delle reminiscenze di una ruralità perduta La Città stessa scorda, in un primo momento, di avere attorno a sé un frammento sopravvissuto di paesaggio, che si limita a ripulire dalle infestanti e dai rovi periodicamente.

La prima preoccupazione progettuale verso il giardino la si deve al Prof. Giuseppe Castelli: giardiniere appassionato, erborista e fitopreparatore membro dell’Associazione storico-erboristica Monte dè Cocci. Egli, per primo, progetta e mette a coltura durante un campo di lavoro, un orto di erbe officinali al quale correla una serie di laboratori di botanica, erboristeria e di pronto soccorso erboristico che incontrano notevole partecipazione.

Durante tali lavori il Professore, scova una serie di specie date per estinte nella flora del Lazio e le colloca in una sorta di giardino-presidio della biodiversità che va arricchendosi ogni qualvolta il Professore avvista nelle friches romane specie rare o a rischio di estinzione dalle quali preleva semi e talee da moltiplicare alla Città. Fiore all’occhiello di quest’arca di Noè vegetale (mi incalza Giuseppe ad appuntarmi il nome per divulgarvelo) è la Centranthus macrosiphon che Pignatti dava per estinta a Roma e che lui ha ritrovato in un terreno, divenuto poco dopo un parcheggio, al Torrino.

Da un anno a questa parte l’importanza della dimensione giardino all’interno della Città dell’Utopia assume un ruolo preminente grazie al progetto catalizzatore dell’Arch. Paesaggista Rosa Montemurro che, ci racconta, affascinata a prima vista dal pathos del luogo ed entusiasta del ruolo di condensatore di socialità che aveva acquisito nel quartiere, decide di mettere a disposizione la sua professionalità a servizio della causa e di dotare la Città di un giardino in cui gli intenti di cooperazione che informano il progetto sociale, si proiettino nel lavoro e collettivo della terra e nel godimento condiviso dei suoi esiti paesaggistici.

Rosa inizia col redigere un concept di massima per la sistemazione del giardino che vede gli spazi per le funzioni principali, centrati e coordinati ognuno attorno al fusto di un grande pino. Da qui una serie di piazze e spazi circolari collegati da una promenade sinuosa. Il disegno che ne deriva poi è il frutto di una progettazione partecipata che, tramite un laboratorio aperto, raccoglie le proposte degli abitanti del quartiere. Con tale pratica Rosa, a mio avviso, fornisce un esempio che deve essere assorbito nel codice deontologico dei paesaggisti che vogliono avvicinarsi ai giardini condivisi: mettendo da parte la velleità del segno, rendendosi interpreti professionali della volontà e del gusto collettivo.

I lavori sono in progress. Per ora è stato realizzato il terrazzamento che guarda viale Leonardo da Vinci dal quale è visibile un’onda di fioriture colorate che richiama l’attenzione dei passanti sul giardino, ma Rosa ha subito capito che il cantiere non può sottostare ai vincoli della ciclicità dei campi internazionali di lavoro volontario, pertanto ha costituito di recente un comitato-giardino formato da volontari residenti nel quartiere e a Roma, disponibili a realizzare con continuità i lavori. Grazie a loro il cantiere subirà presumibilmente un’accelerazione e forse già l’anno prossimo il laghetto, l’orto sinergico ed il palco-teatro librato sulla scalinata saranno realtà.

Con la costituzione del comitato si chiude la parabola, totalmente diversa nel suo svolgimento da quella del giardino di Via dei Galli, della nascita di un altro esempio romano di giardino condiviso. Giardino quiescente nel serbatoio di biodiversità nascosto tra i rovi che avvolgevano il casale Giardino liberato dal lavoro di volontari venuti da lontano, riportato all’attenzione ed arricchito dalla passione botanica di un erborista, progettato secondo le richieste dei residenti dalla professionalità di una paesaggista e, solo infine consegnato, tramite un’efficace campagna di sensibilizzazione, al lavoro volontario e al godimento della collettività.

Serena Savelli

http://picasaweb.google.com/rosa.montemurro

http://www.lacittadellutopia.it/

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Raccolta ingombranti: nuova, vicina, gratuita

In 186 vie e piazze di Roma puoi consegnare mobili, elettrodomestici, materassi ecc.

L'Ama ha avviato un servizio di raccolta gratuita di rifiuti ingombranti riservato alle utenze domestiche. Un servizio ancor più vicino ai cittadini per contrastare il cattivo costume dell'abbandono indiscriminato di suppellettili, elettrodomestici e arredamenti. Il servizio nel Municipio Roma XI sarà attivo ogni 1° e 3° venerdì del mese.

Un servizio di raccolta dei rifiuti ingombranti nuovo, vicino ai cittadini e completamente gratuito con l’obiettivo di incrementare le percentuali di raccolta differenziata e migliorare ulteriormente il decoro cittadino, contrastando il fenomeno delle discariche abusive che deturpano la città.

I mezzi per la raccolta sostano nelle postazioni con frequenza di due o quattro volte al mese, per un’ora e mezza nella fascia oraria mattutina o pomeridiana.  Complessivamente sono  34  i mezzi dedicati al servizio, con oltre 400 appuntamenti al mese.In ogni punto di raccolta l’automezzo "personalizzato" è presidiato da due operatori identificabili da un fratino e da un badge di riconoscimento.

COSA posso consegnare
Rifiuti ingombranti
· tavoli, armadi, cassetti, credenze, librerie e scaffali
· letti, materassi e reti
· sedie, poltrone e divani
· porte, infissi, tende da esterno e ombrelloni
· passeggini, carrozzine, fasciatoi, girelli e culle
· acquari, quadri, specchi, lampade e lampadari
· sanitari, vasche da bagno e box doccia
Rifiuti elettrici ed elettronici - RAEE
· lavatrici, frigoriferi, congelatori, macchine del gas e tutti gli elettrodomestici singoli e da incasso
· telefoni, computer, monitor e stampanti
· televisori, impianti hi-fi, lettori, videoregistratori e videogiochi
· ventilatori, condizionatori, stufe, etc.
· asciugacapelli, bilance elettriche ed elettroniche.

DOVE posso consegnare
Municipio Roma XI  - 1° e 3° Venerdì del mese
Indirizzi e orari

Via delle Sette Chiese - angolo Via di Santa Petronilla 12.30 - 13.45
Piazzale del Caravaggio - area parcheggio 14.00 - 15.30
Piazza Federico Marcello Lante, 21 16.00 - 17.30
Piazzale Caduti Della Montagnola - fronte chiesa 18.00 - 19.30
Piazza Giovanni da Lucca - fronte civico 1 12.30 - 13.45
Piazza Bartolomeo Romano, 4 14.00 - 15.30
Piazza Oderico da Pordenone - angolo Via G. Genocchi 16.00 - 17.30
Piazza del Gazometro 18.00 - 19.30 parcheggio fronte Via del Commercio
Viale Giustiniano Imperatore - angolo via Tito 12.30 - 13.45
Largo Leonardo da Vinci, 18 14.00 - 15.30
Largo Valerio Bacigalupo - interno parcheggio 16.00 - 17.30
Via Simone Martini 18.00 - 19.30 parcheggio angolo Via A. di Bonaiuto

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