10 - 28/10/2012

60 anni di Made in Italy

Protagonisti dello Stile Italiano
Tipologia: Arti Applicate

Dal 10 al 28 ottobre un percorso espositivo per raccontare la storia dei protagonisti del “made in Italy” attraverso alcune creazioni dalla gloriosa alta moda dal 1950 ad oggi.

I grandiosi ambienti della Centrale Montemartini faranno da scenario alla retrospettiva “60 anni di made in Italy”, una mostra promossa dall’Assessoratoalle Politiche Culturali e Centro Storico - Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale e dall’Assessorato alle Attività Produttive, al Lavoro ed al Litorale di Roma Capitale, con il patrocinio della Camera Nazionale della Moda Italiana e in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

Il progetto espositivo ideato da StilePromoItalia e curato da Fiorella Galgano ed Alessia Tota, dal 10 al 28 ottobre, renderà omaggio alla genialità e sapere sartoriale di alcune figure di spicco della moda e del design che, oltre a contribuire alla nascita del made in Italy, sono riusciti nel tempo ad imporre in tutto il mondo il proprio stile e gusto estetico, determinando quello che oggi è l’inconfondibile “stile italiano”.

L’allestimento, progettato da Elio Frasca ed Antonio Palazzo e coordinato da Camilla Di Biagio, racchiude circa un centinaio di capi storici, con alcuni oggetti “cult” dell’accessorio: tutte opere inedite a testimonianza dello stile e per cui ciascun protagonista della moda italiana si è distinto ed affermato.

Si potranno, dunque, ammirare alcune spettacolari creazioni da red carpet, indossate per le prèmiere o per la “notte degli Oscar” dalle più celebri top-model e celebrities, o ancora realizzate per indimenticabili personaggi del cinema internazionale, piuttosto che riflesse nelle arti visive o adattate ai palcoscenici della lirica. E, ancora, capi preziosi e incomparabili per la sperimentazione nei tessuti e la ricerca e l’uso di materiali sofisticati.

Fra le griffe in esposizione per l’ Alta Moda femminile: Renato Balestra, Franco Ciambella, Raffaella Curiel, Marella Ferrera, Sorelle Fontana, Egon Furstenberg, Galitzine, Gattinoni, Lancetti, Antonio Marras, Gai Mattiolo, Lorenzo Riva, Sarli,  Schuberth, Valentino.

Per l’ Alta Moda maschile saranno presenti i modelli di Brioni, Maison Litrico Roma.

Infine, il Prêt-à-Porter con Emilio Pucci, Walter Albini, Giorgio Armani, Laura Biagiotti, Mariella Burani, Roberta di Camerino, Helietta Caracciolo, Roberto Cavalli, Enrico Coveri, Dolce & Gabbana, Etro, Fendi, Salvatore Ferragamo, Gianfranco Ferrè, Alberta Ferretti, Nazareno Gabrielli, Genny, Gherardini, Gucci, Krizia, La Perla, Max Mara, Missoni, Moschino, Prada, Ermanno Scervino, Luciano Soprani, Trussardi, Versace.

L’esposizione “60 anni di made in Italy” trae origine dal successo di un precedente percorso-moda intitolato “Cinquant’anni di moda italiana”, realizzato all’estero, di concerto con il Ministero Affari Esteri d’Italia, le Ambasciate d’Italia e gli Istituti Italiani di Cultura.

Un circuito di oltre trenta tappe, in cui la mostra è stata sempre ospitata in musei prestigiosi: in America del Sud dal complesso culturale Julio Préstes in San Paolo al Bellas Artes Museum di Rio de Janeiro e l’Italian Museum of Art di Lima. Nel Far East, dal’ Odakyu Museum di Tokyo al Korean Institute of Design di Seoul, al Victoria Memorial Museum a Kolkata, la National Art Gallery di Kuala Lumpur, l’International Finance Centre di Hong Kong e il Taipei Fine Arts Museum di Taipei .

In Europa l’esposizione è stata allestita a Lione (Museé des Tissus et Art Decoratif), Mosca (Petrovsky Passaj), Kiev (Khanenko Museum), Varsavia (Sciences and Culture Palace), Atene (Istituto Italiano di Cultura), quindi Vienna (Museumquartier) e Bratislava (Museo Civico).

Dopo la mostra alla Centrale Montemartini, “60 anni di made in Italy” sbarcherà a Città del Messico, presso il Museo Franz Mayer, per essere inaugurata nel marzo 2013 con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura.

Curatore/i

Fiorella Galgano ed Alessia Tota

Informazioni

Orario

Da Martedì a Domenica ore 9.00-19.00
Chiuso il lunedì.
La biglietteria chiude 30 minuti prima

Biglietto d'ingresso

Ingresso ordinario
Intero € 6,50
Ridotto € 5,50

Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza):
Intero: € 5,50
Ridotto: € 4,50

Biglietto integrato Musei Capitolini + Centrale Montemartini (valido 7 giorni)
Intero: € 14,00
Ridotto: € 12,00

Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza):
Intero: € 13,00
Ridotto: € 11,00

In occasione di eventi culturali il prezzo del biglietto può subire variazioni

Prenotazioni:
Gruppi (max 30 partecipanti): è disponibile un servizio di visite guidate, a scelta tra percorso museo e/o percorso mostra
È disponibile un servizio di prenotazione per gruppi, (max 30 partecipanti): costo addizionale per la prenotazione € 25,00
Scuole (max 30 partecipanti): è disponibile un servizio di visite guidate; è richiesta la prenotazione del turno di ingresso
Prenotazione 060608 (tutti i giorni 9.00 – 21.00)

La prenotazione per singoli visitatori è possibile solo con il pre-acquisto online del biglietto di ingresso

Gratuità e riduzioni

Informazioni

060608 (tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00)

Organizzazione

Promossa da: Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali, Assessorato alle Attività Produttive, al Lavoro e al Litorale

Con il patrocinio di: Camera Nazionale della Moda Italiana

Ideazione manifestazione: Stile Promo Italia

Produzione ed organizzazione: Studio Galgano

Ideazione e produzione allestimento: A TO ZEE Fashion

Con la collaborazione di

Acea
Banche Tesoriere del Comune di Roma: BNL – Gruppo BNP Paribas, UniCredit Banca di Roma, Monte dei Paschi di Siena
Acqua Claudia
Finmeccanica
Il Gioco del Lotto

Con il contributo tecnico di

Atac
La Repubblica

Supporto organizzativo e servizi museali: Zètema Progetto Cultura

 


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Viaggio nella Roma di Pier Paolo Pasolini

di e con Julia Borretti e Titta Ceccano

musiche in scena Roberto Caetani

regia Julia Borretti

produzione Matutateatro _ MatSpazioTeatro

La storia d’amore tra Irene e Tommaso nella Roma degli anni Cinquanta, la lingua sperimentale di Pasolini, le canzoni romane di una volta.Un concerto per voci recitanti e chitarra, un lavoro che guarda al teatro di narrazione.

Garbatella ci è nato tra le mani, quasi per caso. È nato dall’incontro con una “Una Vita Violenta”, il secondo romanzo di Pier Paolo Pasolini. Avvicinarsi a Pasolini, uomo, artista e intellettuale complesso, è sempre molto imbarazzante, ma è lui stesso che inaspettatamente ci ha messo a nostro agio. La storia d’amore tra Tommaso e Irene nella Roma degli anni ’50 ci ha fatto scoprire un Pasolini semplice e non cerebrale, profondamente umano. Quella che il poeta ci racconta è infatti una storia d’amore semplice e umana dove il comico e il tragico si inseguono per svelare la poesia della vita. E quella che noi oggi raccontiamo è una storia d’amore che, nel solo spazio di un racconto, vorrebbe unire le generazioni: quelle che quegli anni li hanno vissuti e quelle più giovani che possono farne memoria.

I due giovani s’incontrano fortuitamente, si conoscono, si danno appuntamento e a fare da sfondo è la Roma della ricostruzione, la Roma in bianco e nero, popolata da bambini vocianti nei cortili e da ragazzi coi pantaloni all’americana che riempiono le sale fumose del cinematografo. Ed è proprio il cinema il testimone del loro amore, al cinema si consumano i momenti più significativi della loro storia, là dove Pasolini crea un corto circuito tra il comico e il tragico.
La potenza della parola pasoliniana guida l’intero racconto, e nulla vuole distogliere l’attenzione da essa: una scenografia essenziale, la musicalità della chitarra, i movimenti scenici necessari, sono tutti al servizio della narrazione.

Al Teatro a l'Avogaria
martedì 5 novembre 2013, ore 21:00

Prenotazioni
041.0991967 | 335.372889

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TEATRO: GARBATELLA UN VIAGGIO NELLA ROMA DI PASOLINI APRE A VENEZIA LA STAGIONE TEATRALE DELL’AVOGARIA

Martedì 5 novembre 2013, a Venezia, prende il via il ciclo de i Martedí dell'Avogaria" , rassegna teatrale che presenta alcuni fra gli spettacoli più interessanti della nuova scena drammaturgica nazionale. Presso lo storico Teatro dell'Avogaria, Venezia, Dorsoduro 1607, Corte Zappa, ore 21.00, appuntamento con "Garbatella", viaggio ideale nella Roma delle borgate pasoliniane per la regia di Julia Borretti. Un concerto per voci recitanti e chitarra che narra la storia d'amore tra Irene e Tommaso, un rapporto dove il comico ed il tragico si inseguono per svelare la poesia della vita ed il confronto tra generazioni differenti. I due giovani s’incontrano fortuitamente, si conoscono, si danno appuntamento e a fare da sfondo è la Roma della ricostruzione, una Capitale in bianco e nero, popolata da bambini vocianti nei cortili e da ragazzi con pantaloni all’americana che riempiono le sale fumose del cinematografo. Ed è proprio il cinema il testimone del loro amore, al cinema si consumano i momenti più significativi della loro storia ispirata da "Una vita violenta" il secondo romanzo di Pasolini. La potenza della parola pasoliniana guida l’intero racconto, e nulla vuole distogliere l’attenzione da essa: una scenografia essenziale, la musicalità della chitarra, i movimenti scenici necessari, sono tutti al servizio della narrazione. L’Associazione Teatro a l’Avogaria, nasce nel 1969 dalla passione e dalla tenacia di Giovanni Poli, già fondato

re del Teatro Universitario Cà Foscari di Venezia, e dagli esordi si pone come laboratorio di ricerca che coniuga un metodo d’improvvisazione teatrale tra la Commedia dell’Arte e le Teorie dell’Avanguardia. In più di quarant’anni di attività ha prodotto oltre sessanta spettacoli tra cui la “Commedia degli Zanni” rappresentata con successo sui più importanti palcoscenici internazionali. Riconosciuta come uno dei centri di formazione professionale di riferimento nel Triveneto, ogni anno organizza corsi, dedicati ad appassionati e professionisti, su discipline quali recitazione, Commedia dell’Arte, dizione, storia del teatro, canto, tecnica dell’interpretazione. Gli spettacoli della Rassegna “I Martedì all’Avogaria”, fino al 12 dicembre 2012, su prenotazione telefonica ai numeri 0410991967-335372889.

tratto da

http://www.agenparl.it/articoli/news/cultura/20131104-teatro-garbatella-un-viaggio-nella-roma-di-pasolini-apre-a-venezia-la-stagione-teatrale-dell-avogaria

 

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DNA - DANZA NAZIONALE AUTORIALE: II SERATA

20 ottobre h20.30 @ Palladium

Con Cameo, Buscarini / Camiloti / de la Fe presentano un elegante trio dalle atmosfere noir. In scena sfilano personaggi dai profili sinistri che intrecciano misteriose relazioni rese da rigorose geometrie di movimento, suoni che sottolineano la suspense e tagli di luce che rimandano alle inconfondibili pellicole firmate da Alfred Hitchcock. Attraverso la rottura delle convenzioni narrative cinematografiche e della corrispondenza immagine/suono/linguaggio non verbale, Cameo propone un dinamico, surreale e misterioso gioco che mette in discussione la percezione dello spettatore.
Folk-s will you still love me tomorrow? di Alessandro Sciarroni è ispirato allo Schuhplattler (battitore di scarpe), il ballo bavarese e tirolese che consiste nel percuotere con le mani le proprie gambe e calzature. Questo lavoro infatti nasce da una ricerca sulla danza popolare di tradizione, e ha originato anche un particolare metodo di creazione coreografica: Sciarroni lo definisce «pratica performativa». In Folk-s will you still love me tomorrow? la forma preesistente di danza, geograficamente e culturalmente decontestualizzata, è presa come regola cui gli interpreti aderiscono come mossi da una volontà misteriosa. Il movimento e il pensiero folclorico tornano ad apparire in una radicale metamorfosi, tra reiterazione all’infinito e scatenamento.

PROGRAMMA

RICCARDO BUSCARINI CAMEO

Da un’idea di Antonio de la Fe
Compagnia TIR DANZA/Riccardo Buscarini
Coreografia e interpretazione Riccardo Buscarini, Mariana Camiloti e Antonio de la Fe
Assistente alle Prove Letizia Mazzeo
Disegno luci Michael Mannion
Suono Alberto Ruiz Soler (include Girlie Tent di Muir Mathieson)
Assistenti ai Costumi Julia Kalache e Mariapia Mineo
Assistente alla scenografia Cecilia Massoni
Trucco Ieva Dubinkaite
Fotografia Chris Parkin
Lavoro finalista a The Place Prize for Dance 2011, sponsored by Bloomberg, Londra.

ALESSANDRO SCIARRONI FOLK-S WILL YOU STILL LOVE ME TOMORROW?

Invenzione, drammaturgia Alessandro Sciarroni
Folk-dancer, interpreti: Marco D'Agostin, Pablo Esbert Lilienfeld, Francesca Foscarini, Matteo Ramponi, Alessandro Sciarroni, Francesco Vecchi
Faith coaching Rosemary Butcher
suono, training e casting Pablo Esbert Lilienfeld
consulenza coreografica Tearna Schiuichplattla
Consulenza drammaturgica e casting Antonio Rinaldi
direttore di produzione Marta Morico,
cura e promozione Lisa Gilardino
organizzazione Benedetta Morico
uffico stampa Beatrice Giongo
Progetto Archeo.S - System of Archeological Sites of the Adriatic Seas
cofinanziato dal Programma di Cooperazione Transfrontaliera Cross-Border Cooperation IPA-Adriatico
produzione Teatro Stabile delle Marche e Corpoceleste_C.C.00#
e con Inteatro, Amat-Civitanova Danza per “Civitanova Casa della Danza”, Centrale Fies, Centro per la Scena Contemporanea – Comune di Bassano del Grappa
Sviluppato all'interno del progetto ChoreoRoam Europe: Comune di Bassano del Grappa, The Place/London,
Dansateliers/Rotterdam, Dance Week Festival/Zagreb e Certamen Coreográfico de Madrid

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5 ottobre h17.30 - 20.30 @ Opificio Telecom Italia - Ingresso libero

A cura di Marco Maria Gazzano

h17.30 Conferenza di Marco Maria Gazzano e Nicola Sani sul tema: Nam June Paik e John Cage, a poetry of infinite possibilities

in collaborazione con Fondazione Isabella Scelsi

Si esibirono per la prima volta insieme a Colonia in Germania nell’Ottobre del 1960: John Cage suonava, Nam June Paik gli faceva uno shampoo. Iniziava così un sodalizio all’insegna dello spirito ludico e irriverente del movimento FLUXUS che sarebbe nato di lì a poco, di cui Cage è stato il primo ispiratore e Paik uno dei portabandiera. Pioniere della videoarte, l’artista coreano ha infatti dedicato al compositore statunitense molte opere video, omaggi toccanti, affettuosi e talvolta ironici, tra cui spicca un classico come A Tribute to John Cage, realizzato fra il 1973 e il 1976 e proiettato da Romaeuropa per la prima volta in versione integrale nel nostro paese.
Introdotto da un incontro curato da Nicola Sani e Marco Maria Gazzano su Cage e il suo rapporto con Paik, A Tribute to John Cage è un documento di grande fascino per la presenza anche di personaggi che hanno segnato un’epoca, come il soprano Cathy Berberian, il compositore e pianista David Tudor, fino ad Alvin Lucier, teorico della musica balbuziente cui sono riservati gli interventi più spassosi. Nell'opera si respira l’atmosfera delle avanguardie statunitensi tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70, con gli happening che coinvolgevano decine di musicisti, ma anche artisti di ogni genere. Emblematica la ripresa dal vivo a Harvard Square, dell’esecuzione di 4’33" il brano di assoluto silenzio di Cage nel caos della folla di Manhattan. Tra aneddoti, discorsi ed esibizioni di Cage che compone musica aleatoria usando le monetine I Ching, la seduzione di A Tribute to John Cage sta anche nel modo in cui Paik ha realizzato il video, trattando e montando le immagini come suoni di una grande partitura musicale.

Considerato il primo videoartista, Nam June Paik (Seul 1932 - Miami 2006) è celebre per la sua ricerca di nuovi mezzi espressivi applicata alle complesse ambientazioni che combinano la musica, le immagini elettroniche e le videoinstallazioni. Dopo la laurea conseguita a Tokyo con una tesi su Arnold Schönberg, Paik continua gli studi musicali in Germania dove entra in contatto con Karlheinz Stockhausen, Joseph Beuys e John Cage, e partecipa alle azioni del movimento FLUXUS. Il suo debutto alla mostra collettiva Exposition of music-electronic television è considerato l’atto di nascita della videoarte. Dal 1964 si stabilisce a New York dove mette a punto strumenti tecnologici innovativi ed elabora video e installazioni sempre più complesse, coinvolgendo artisti come Cage, Merce Cunningham e il Living Theatre. Presentate nei più importanti musei e rassegne internazionali, le sue opere rimangono fondamentali nel campo della ricerca estetica e dell'immagine in movimento.

Il movimento FLUXUS nasce da un'idea del lituano-americano George Maciunas (1931-1978). I suoi componenti si identificavano sia con la musica e la poesia sperimentale sia con le arti visive. La parola "Fluxus" comparve stampata per la prima volta sugli inviti delle tre conferenze musicali Musica Antiqua et Nova organizzate nel 1961da Maciunas cui avrebbero aderito via via anche Ken Friedman, Ben Patterson, Nam June Paik, Wolf Vostell, Joseph Beuys, Charlotte Moorman, Benjamin Vautier, e in Italia tra gli altri, Giuseppe Chiari, Sylvano Bussotti.

Vai sul sito di Nam June Paik

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Nella vita, a differenza del calcio, non esiste il pareggio. E questo Agostino l’aveva capito presto, molto prima del fischio d’inizio della sua breve partita su questa terra. Come il Nino della Leva calcistica di De Gregori, Agostino Di Bartolomei aveva tirato i primi calci a un pallone in quei campetti della periferia romana, battuti dal sole e venuti su in fretta tra i palazzi in costruzione, negli anni del Boom. Quelli della Roma, erano andati a prenderlo al campo dell’Omi, a Tor Marancia.

E il pischello che dribblava la noia moraviana, con la classe e la solitudine dell’ala destra che portava stampata nell’anima, come il numero "7" degli esordi, di lì a poco sarebbe diventato semplicemente "Ago", il campione. L’amico e il fratello del popolo romanista. Il capitano, la bella bandiera pasoliniana, quando ancora anche nel calcio si poteva parlare di bandiere.

Ago l’idolo di "I Ragazzi della Curva Sud", il numero "10" giallorosso quando Totti era un pupone in fasce e di cucchiaio conosceva solo quello per ripulire il vasetto degli omogeneizzati. Ago l’uomo verticale, che pensava, come Montaigne, che «la vita è fatta di passaggi», a volte lunghi, talora troppo stretti, per la coscienza pulita di un uomo vero. Ago era un filosofo della sfera di cuoio, come Scopigno, e prima di battere quelle punizioni-bomba che «pare le tira dar terrazzo de casa sua» vaneggiavano estasiati i vecchi di Testaccio, rifletteva socraticamente, «so di non sapere», sul mistero dell’esistenza.

Ago che segnava un gol e che invece di esultare pazzo di gioia, mostrando superbo tatuaggi e smitragliando sotto la Sud come un Osvaldo di adesso, se ne tornava serafico a centrocampo, con il pallone sotto braccio, ripensando a un Caravaggio ammirato il giorno prima al museo, assieme al suo maestro di campo: il "Barone" Nils Liedholm. Tutto questo e molto altro, è stato Agostino Di Bartolomei, il simbolo di quella Roma, praticante la religione della zona mista, campione d’Italia dell’83, che arrivò a un passo dal tetto d’Europa… Stadio Olimpico, 30 maggio 1984, finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool: la sua Roma sconfitta alla lotteria dei rigori. «Notte di lacrime e preghiere», cantava affranto il tifoso Venditti, nell’assurda notte della finale persa in casa.


E da quella notte Ago non ebbe più pace. Nonostante le petizioni popolari e persino l’intervento ad arte di Renato Guttuso per far restare "Er Capitano", Di Bartolomei fu costretto a spogliarsi della sua seconda pelle, la maglia giallorossa, per indossare quella del primo Milan berlusconiano.

Un giorno però, il passato ebbro d’amore e il presente avido di rivalsa, gli fecero lo scherzo di incontrarsi e di mandarlo in gol. Segnò lui il 2-1 a mamma Roma, e quella fu l’unica volta che lo videro esultare. Ma era lo sfogo dell’amante tradito. È stato invece il mondo del calcio, da sempre torbido e omertoso, specchio reale di un Paese che raramente premia i gigli dell’onestà, a tradire Ago, l’uomo triste e solitario, che fragile e indifeso, andava incontro al suo tragico finale. A 39 anni, Di Bartolomei come segno di riconoscenza per tutte le emozioni che aveva regalato alla gente degli stadi, chiedeva solamente di poter realizzare un unico sogno: insegnare ai bambini le meraviglie di «questo splendido sport».

Raccontargli la favola del calcio che è fatta di storia aurea come quella dell’antica Roma, di tradizione, di «talento e serietà che, diceva, valgono allo stesso modo». Dire ai più piccoli, non ancora contaminati dal mondo marcio degli adulti, con il tono affettuoso del buon padre: «Ricordati che il calcio è semplicità». Era l’ultimo comandamento, ma quello fondamentale, del suo decalogo. Ago lo aveva scritto e inserito in un Manuale del calcio (ora edito da Fandango, con illustrazioni di Davide Reviati , in libreria dal 24 settembre) che come un cross improvviso è rimbalzato nell’area della memoria, l’unico luogo in cui si attenua un po’ il vuoto e il rimpianto lasciato dalla sua morte. Un manoscritto uscito da uno di quei cassetti richiusi, per sempre, come i suoi segreti di eterno ragazzo cresciuto troppo in fretta e altrettanto in fretta strappato alla vita.

Tragica fatalità, che spesso lista a lutto la storia, vuole che esattamente dieci anni dopo quella finale, il 30 maggio 1994, Di Bartolomei si tolse la vita. Ma non può essere stata quella sconfitta a cambiare l’esito della sua sfida personale. «Di fronte alla grandezza di una vita umana, all’amore di una moglie e di due figli infatti cosa era quella se non una stupidissima partita di calcio?», ha scritto suo figlio Luca. Ed è stato proprio Luca a riaprire quel cassetto di ricordi per trovarci dentro Il Manuale del calcio. Un libro, che come quello del filosofo spagnolo Savater sa di Etica per un figlio.

Un’etica che Ago aveva fatta sua e che voleva divulgare attraverso lo sport più popolare che c’è. Un messaggio di speranza nel futuro, destinato a un calcio che mai come in questo momento dice di voler rimettere al centro i giovani. Pagine che Agostino avrebbe voluto sfogliare durante gli allenamenti con i suoi ragazzi di una scuola-calcio che non è mai nata. Perché tutti, anche quelli che si professavano suoi amici fraterni, una volta finito fuori dal giro gli avevano sbattuta la porta in faccia, etichettandolo ben prima di Zeman, come «non funzionale al sistema». «Anto’, io ti debbo dire una cosa ... Io penso che il calcio è gioco e te sei un uomo fondamentalmente triste», si sente dire Antonio Pisapia, il personaggio del film L’uomo in più di Paolo Sorrentino che si è ispirato alla parabola calcistica ed esistenziale di Di Bartolomei. Ago non era affatto un uomo triste, e quei pochi, a parte la sua famiglia, che avevano avuto il privilegio di conoscerlo da vicino, lo sapevano bene.

Ago era il «Garrone di Cuore», scrive Gianni Mura in prefazione al Manuale del calcio. Ago non era mai sceso a compromessi e di sicuro non si sarebbe mai prestato agli inciuci e agli scandali ricorrenti di Palazzo. Era un uomo saggio, dotato di una curiosità silente, per questo più profonda, che amava leggere, osservare, conoscere e confrontarsi con altre presenze rare del calcio (vedi le sue interviste in fondo al Manuale fatte a Sandro Ciotti, Giampiero Boniperti e Nils Liedholm), con i quali condividere e continuare a difendere il rispetto, prima di tutto per la dignità umana.

Ago il coerente, vista l’assurda velocità che stava prendendo perfino un pallone, aveva solo deciso di vivere e di giocare al suo ritmo naturale: a passo lento. A volte in campo anche troppo, fino a diventare con Prohaska, «lenti a contatto», per l’ala critica e finemente satirica della torcida romanista. Allo sfottò rispondeva con lo sguardo serio dei giusti, ma dentro di sé Di Bartolomei sapeva fin dall’inizio che quello era soltanto un gioco, e ci rideva su. Ed era lo stesso sorriso sornione di un ragazzino che comincia ora, al quale Ago, da un campo lontano, pieno di gigli come lui, gli manda a dire: «Tratta i tuoi piedi esattamente come un pianista di professione… Divertiti. Il calcio è allegria».

 

L'INEDITO
I comandamenti del pallone
l decalogo stilato da Agostino Di Bartolomei nel suo Manuale del calcio, ovvero 10 suggerimenti da tenere a mente per piccoli calciatori «sia che abbiano le doti, la volontà e la fortuna di andare avanti in questo splendido sport, sia che nella loro vita poi facciano altro».

1) Il calcio è un gioco di squadra. Nessuno può vincere una partita da solo
2) Impara le regole del calcio, soltanto conoscendole perfettamente potrai esprimere al meglio il tuo talento
3) Sii leale con l’avversario. Non entrare mai in campo con l’intenzione di far male a qualcuno… Divertiti. Il calcio è allegria
4) Abbi il massimo rispetto nei confronti dell’arbitro e dei guardalinee: ricorda che anche loro possono sbagliare in quanto non è facile amministrare una partita
5) Alimentati in modo equilibrato. Nutrirsi bene non significa mangiare troppo, ma mangiare con criterio scegliendo cibi ad alto valore nutritivo
6) Ricorda sempre che prima di essere un calciatore devi essere un atleta, la condizione fisica nel calcio è fondamentale
7) Il grande capitale di un calciatore è il suo corpo. Abbine cura, concediti il riposo necessario per recuperare le energie spese quotidianamente
8) Di ogni infortunio dovrai parlarne sia al massaggiatore che al medico della società oltre che al tuo allenatore. Non nascondere nulla per piccolo che ti possa sembrare l’inconveniente 9) Dopo l’allenamento e la partita fai una doccia ristoratrice e asciugati bene…Tratta i tuoi piedi esattamente come fa un pianista di professione con le sue mani
10) Ricordati che il calcio è semplicità

Massimiliano Castellani
fonte http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/il-decalogo-di-Ago-il-semplice.aspx
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La buona musica di casa alla Garbatella...L'altra metà del Jazz

Ingresso gratuito - Via Francesco Pullino, 26 - Roma, Garbatella 27-29 settembre 2012

Quest’anno l’ottava edizione del Garbatella Jazz Festival parlerà al femminile. Pino Sallusti per la terza volta direttore artistico del progetto l’ha disegnato così, protagoniste delle tre serate saranno tre donne, Nina Pedersen, Alice Claire Ranieri, Carmen Falato, coadiuvate da grandi professionisti del jazz animeranno l’ormai famosa rassegna musicale. L’associazione Cara Garbatella ideatrice del festival ha accettato con entusiasmo tale proposta. Quest’anno otre allo storico contributo dell’associazione AltreVie, a collaborare per tale iniziativa ci sarà una delle realtà sportive – culturali più radicate nel nostro territorio, la Polisportiva Giovanni Castello. Le tre realtà culturali lavorando come volontarie, sono tra le uniche realtà cittadine se non addirittura nazionali a fornire jazz gratis con musicisti di alto livello.

Per info: caragarbatella.it

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Sabato 22 settembre 2012 a partire dalle 15, presso il Parco Don Alberione (San Paolo) 11Radio, il Network della Comunicazione Sociale dell'XI Municipio, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Municipio Roma XI, Prociv Arci Brigata Garbatella, l’Associazione Sport Lab e San Carlo non molla, presenta On Air, 11Radio in festa.
L’iniziativa è a sostegno di San Carlo in Emilia (frazione di Sant’Agostino), colpita dal terremoto e sarà l’occasione per la presentazione della nuova stagione radiofonica di 11Radio che, insieme con la Prociv Arci Brigata Garbatella, è stata vicina a San Carlo nell'emergenza del terremoto e continua ad esserlo nella ricostruzione. Si festeggerà, quindi, il gemellaggio fra San Carlo in Emilia e il Municipio Roma XI.

Interverranno: Andrea Catarci Presidente del Municipio Roma XI, Andrea Beccari Assessore alle Politiche Sociali Municipio Roma XI, Ezio Paluzzi Assessore alla Protezione Civile della Provincia di Roma, Gianluca Peciola Consigliere Provincia di Roma, Francesco Godano responsabile Protezione Civile Provincia di Roma, Paola Angelucci Consigliera Municipio Roma XI, Fabrizio Toselli Sindaco di Sant'Agostino, Olga Scimitarra Assessore al Commercio e Attività Produttive di Sant'Agostino,
Stefano Calderoni Assessore alla Protezione Civile della Provincia di Ferrara, Paolo Marcolini ARCI Emilia, Prociv ARCI San Carlo, Circolo Arci Concetto Marchese, Piccoli Giganti Onlus.
Per Info: Federico Valerio Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Il rimedio della Fortuna

SENTIERI SELVAGGI / MASBEDO / FANNY ARDANT

29 e 30 settembre h20.30 @Palladium

Il rimedio della Fortuna è un cortocircuito tra arti, stili, personalità, lingue ed epoche diverse: la scintilla infatti scocca nel crepuscolo del Medioevo, laboratorio di idee che in futuro germoglieranno nel Rinascimento: è Guillaume de Machaut, compositore e letterato del XIV secolo, a creare Remède de Fortune, un poema dove a varie forme metriche sono abbinati componimenti musicali nei più diversi stili - monodia e polifonia, chanson, virelai e danze.
Narrazione allegorica sulle sfortune e le pene d’amore, il lavoro di Machaut, già percorso da una scossa multidisciplinare, diventa l’epicentro per una profonda rilettura contemporanea che riunisce un gruppo di artisti disparati ma agguerriti, tra cui spicca la presenza di Fanny Ardant nel ruolo di Speranza. La trasformazione dell’ambientazione cortese nel nostro presente inizia dalla lingua: un autore di canzoni come Alex Cremonesi ha trasformato testi, parole, idee e sentimenti dal francese antico al moderno italiano. Operazione ancor più ardita e complessa è quella di Filippo Del Corno sulla musica: mantenendo i profili melodici delle venerande melodie originali, il compositore milanese li ha inseriti in un paesaggio sonoro contemporaneo che, proprio come accadeva ai tempi di Machaut, spazia tra la musica colta e quella popolare.
Del Corno non è nuovo a simili operazioni, e trova sponda felice nei Sentieri Selvaggi, ensemble dedito alla musica contemporanea nelle sue più vivaci ibridazioni: diretto da Carlo Boccadoro l’ensemble sarà della partita, eseguendo la musica dal vivo. Ciò che Machaut non poteva fare e neppure prevedere toccherà ai Masbedo: una loro installazione performativa, anch’essa dal vivo, renderà visibili le mirabolanti immagini poetiche e musicali di Remède de fortune, che avranno come protagonisti due cantanti di musica antica, Chiharu Kubo e Mirko Guadagnini.

da Le Remède de Fortune di Guillaume de Machaut
Musica Filippo Del Corno
Parole Alex Cremonesi
Video Masbedo
Con Fanny Ardant, Mirko Guadagnini e Chiharu Kubo
Ensemble Sentieri Selvaggi
Direzione Carlo Boccadoro
Progetto realizzato dal Festival Milano Arte Musica

nell'ambito di Metamondi di Telecom Italia

Sentieri Selvaggi viene fondato nel 1997 da Carlo Boccadoro, Angelo Miotto e Filippo Del Corno per avvicinare la musica contemporanea al grande pubblico. L’ensemble ha stretto in 15 anni collaborazioni con i maggiori compositori della scena internazionale, come Lang, Andriessen, Glass, Bryars, Nyman, Wolfe, Vacchi, ed è regolarmente ospite delle più prestigiose stagioni musicali italiane (Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Teatro alla Scala, Biennale di Venezia), e di importanti festival internazionali (Bang On A Can Marathon di New York, SKIF Festival di San Pietroburgo).

Masbedo sono Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni. Vivono e lavorano tra Milano e Berlino ed espongono da più di dieci anni nei principali musei del panorama contemporaneo come GAM di Torino, MACRO di Roma, DA2 di Salamanca, CAAM di Las Palmas, Center for Contemporary Art Uajzdowsky Castle, Warsaw, OK Offenes Kulturhaus, Linz, Tel Aviv Art Museum. Tra le recenti esposizioni, particolarmente rilevanti quelle al MAXXI di Roma, Art | Unlimited 42 Basel, alla 53° Biennale di Venezia, oltre la partecipazione, come unici artisti italiani per la mostra Moving Stories (progetto della Comunità Europea sostenuto dai più prestigiosi centri di arte contemporanea).

Fanny Ardant esordisce al cinema nel 1979 e nel decennio successivo lavora con alcuni dei più grandi registi del Novecento, come Francois Truffaut - La signora della porta accanto, Finalmente domenica! -, Alain Resnais - L'amour à mort - ed Ettore Scola - La Famiglia e La Cena. In seguito conquista fama e celebrità nei confronti del grande pubblico: a Hollywood interpreta il remake di Sabrina al fianco di Harrison Ford. Per Michelangelo Antonioni interpreta un ruolo in Al di là delle nuvole. Nel 2001 è Maria Callas in Callas Forever di Zeffirelli e l’anno successivo fa parte del cast tutto femminile di 8 donne e un mistero, con Catherine Deneuve, Isabelle Huppert e Emmanuelle Béart.

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MIXER T BEAT COMPETITION | 08.09.2012, ROMA

Sabato 08 Settembre presso il Rashomon Club di Roma
si svolgerà il contest per mc's : MIXER T BEAT COMPETITION
In palio la produzione originale di MIXER T in ascolto nel video
e la registrazione del brano stesso presso il BUNKERINO di Roma.
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➨ ASCOLTA IL BEAT AL LINK : http://youtu.be/2qrtM2eR0s4

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➨ LISTA MC'S ISCRITTI ------ ( IN COSTANTE AGGIORNAMENTO )

>Fole [Roma]
>Guerra [Bogotà]
>Raise [Roma]
>Saint [Roma]

-----------------------------------------------------------------------------X PARTECIPARE ALLA BEAT COMPETITION :
Invia una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con il tuo nome e la città di provenienza.
Il contest si svolgerà dalle 21,00 al Rashomon Club di Roma
in Via degli argonauti, 16 - zona ostiense - Metro B Garbatella.
L'iscrizione al contest è gratuita, si pagherà il normale biglietto d'ingresso.
Oltre alla Beat Competition ci sarà il liveshow degli NSP.

 

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