Grimmless

RICCI / FORTE

24 - 25 aprile 2012
Palladium

h 20.30 | Da € 15 a € 10

“Grimmless”, l’ultima produzione Ricci/Forte, fa irruzione nell’universo delle favole, con un gioco poetico, crudele e ironico per far saltare in aria ogni regola e convertire il racconto in una iper_reale carrellata dove la massificazione e gli stereotipi si scontrano con gli individui e la loro frenesia vitale.Un teatro antinaturalistico come quello di Gianni Forte e Stefano Ricci (che firma anche la regia) era destinato a incontrare la fiaba, ma “Grimmless” vuole sovvertirne la natura, innestando linguaggi futuribili in quel codice genetico arcaico. Digitali e catodici, epici e sentimentali i vettori della modernità infrangono gli incantesimi in un caleidoscopio di schegge. E così l’inconscio si trasforma in un immaginario contemporaneo fatto di fantasie precotte da scaldare al microonde:  «E’ quel qualunquismo che caratterizza la nostra epoca – precisano Ricci/Forte –. Perché le nostre giornate non sono scritte dai fratelli Grimm, non hanno il lieto fine, sono senza artifici e fazioni, con i buoni da una parte, i cattivi dall'altra. No. Ci siamo noi. Fratturati. Ribaltati. Senza sconti. Grimmless. Senza Grimm, appunto». Il Principe può diventare allora un palloncino azzurro da gonfiare, la casetta di Hänsel e Gretel il plastico del luogo di un delitto rivissuto nel rituale del talk-show, il bosco si trasforma nel museo nazionale dei feticci, le mele di Biancaneve nel lettino semovente di uno psicanalista da salotto. Tutti noi, protagonisti di fole liofilizzate, incastrati nello stato precomatoso di un Paese che ha pugnalato la Cultura e, incerto tra muoversi verso la Grande Luce dell’abdicare o guardarsi indietro per riconoscere i propri passi, resta in piedi, un trolley come scudo, a parare i colpi della battaglia. La grammatica postmoderna di Ricci/Forte trova realizzazione in un metodo che mette al centro del lavoro il performer, su cui e con cui costruire lo spettacolo. Nel caso di “Grimmless” Valentina Beotti, Anna Gualdo, Andrea Pizzalis, Giuseppe Sartori e Anna Terio «non hanno più una storia che non sia la loro storia, o un personaggio dietro cui nascondersi – aggiungono gli autori –.C’è la voglia di raccogliere qualcosa di più delicato ma altrettanto violento, con una ferocia nei gesti e nello scandagliare il proprio privato, edificando una cattedrale impastata di sogni e sconfitte comuni in cui l’IO si trasforma inevitabilmente in NOI».

 

Anna  Gualdo
Valentina Beotti
Andrea Pizzalis
Giuseppe Sartori
Anna Terio

movimenti
Marco Angelilli

assistente regia
Elisa Menchicchi

direzione tecnica
Stefano Carusio

regia
Stefano Ricci

una produzione ricci/forte
con il sostegno del Teatro Pubblico Pugliese

www.ricciforte.com

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Il mercante di Venezia di scena all’Ambra Garbatella

Passione e denaro nel travestitismo di Shakespeare

Debutta lunedì 16 aprile all’Ambra-Teatro alla Garbatella “Il mercante di Venezia” una delle più belle, intriganti e difficili opere teatrali di William Shakespeare allestita per la regia di Giovanni Nardoni in una versione assolutamente fedele all’originale tranne l’incontestabile chiave interpretativa del regista che vuole nei panni di Shylock una delle più interessanti attrici del momento, Gianna Breil.  Malgrado “Il mercante” sia una commedia dove la storia trainante è una storia d'amore, tutti i sentimenti sono svuotati di ogni significato, o meglio lo sono i sentimenti "puri":  l'amore, l'amicizia, la giustizia; ne risulta così che tutto anche se "travestito" da buoni propositi diventa in quest'opera di Shakespeare "merce di scambio", motivo di risentimento e di vendetta. Un risentimento e una vendetta non dovuti ad un motivo scatenante ma piuttosto ad un senso primordiale di antagonismo. E' proprio in grembo a questo senso "primordiale di antagonismo" che cresce e si sviluppa la duplice visione religiosa che nel “Mercante” il poeta  fornisce, creando un contrasto, ma in fondo, una simbiosi tra la religione Cattolica e quella ebraica. Proprio in questo antagonismo, che affonda le sue origini nelle radici del tempo, i due poli opposti trovano un inquietante punto di contatto non dovuto alle loro origini comuni ma piuttosto ad uno svuotamento di Dio e al suo "travestitismo". Sulle basi di detta concezione, il regista intravede ne Il Mercante un’ autentica opera somma di travestitismo, meccanismo teatrale così caro a Shakespeare  che considerava il mondo “Un palcoscenico dove ogni uomo deve recitare una parte”; ne Il Mercante tutti i personaggi fingono di essere qualcosa che non sono: Porzia e Nerissa si fingono uomo per aver accesso al processo; Jessica si traveste da paggio per fuggire col suo amato Lorenzo…da qui quindi l’ardua scelta registica che sfocia in una rilettura esistenzialista di questa “immensa opera” shakespeariana dando vita ad una “giostra pirotecnica” in cui è impossibile distinguere il Bene dal Male.


AMBRA- Teatro ALLA GARBATELLA

Piazza Giovanni da Triora 15- Roma tel 06 81173854

Info e prenotazioni: 3284229633

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Dal 11 e  12 aprile

Prima Nazionale

HO INTERVISTATO IL SILENZIO

dal libro di Giampiero Beltotto

adattamento scenico e regia di Alfredo Traversa

con Daniela Delle Grottaglie, Maria Elena Leone Valentina Rota, Tano Chiari.


"Ma io perché esisto, vivo, lavoro e soffro? Qual è il significato esauriente di tutto questo?".

Oltre quelle grate, la risoluzione ai mali dell'uomo.

"Ho intervistato il silenzio" di Alfredo Traversa, in prima nazionale l'11 e il 12 Aprile al teatro Ambra alla Garbatella a Roma, mette in scena i pensieri più intimi di donne che hanno scelto la clausura alla routine quotidiana. Una riduzione teatrale dell'omonimo libro-inchiesta scritto negli anni '70 dal giornalista Giampiero Beltotto e che all'epoca suscitò scalpore e scandalo. Giornali e tv ne parlarono: per la prima volta, un uomo, varcava la soglia di un confine invalicabile nelle menti e nella cultura contemporanea.

Tre donne in scena, insieme, sempre, dall'inizio alla fine.

Tre donne che a volte comunicano solo a gesti, che si chiedono come essere madri, come vivere la sessualità, che si spaccano la schiena per il lavoro.

Tre donne che sudano, ridono, cantano, si lavano, si spogliano, si vestono….

Tre donne osservate da un uomo che vuole solo condividere un segreto, ma che non arriverà mai a comunicare con loro.

Tre donne che per cambiare vita decidono ad un certo punto di svestirsi e rimanere nude davanti a tutti, nude davanti al mondo.

Un'esplosione di corpi che occupano il nostro spazio, il nostro immaginario, incalzati da una colonna sonora che non dà vie di fuga. E mentre fuori si respirano gli anni di piombo tra rivoluzioni ed attentati, si inseguono e si rivendicano libertà, uguaglianza e condivisione, nel chiuso di un monastero, all'ombra di un crocifisso, esplode la luce del benessere e della serenità.

 

TEATRO AMBRA ALLA GARBATELLA

piazza Giovanni da Triora 15, Roma - tel. 06 81173900

mar/sab h 21.00 - dom h 17

BIGLIETTI: ridotto € 12,00 intero € 15,00

www.ambragarbatella.eu

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(piazza Giovanni da Triora 15, Roma)
dal 3 al 5 aprile

Officine Artistiche 09 con Pianoinbilico

presenta

STELLE DANZANTI
storie di donne dalle carceri

progetto di e con Chiara Tomarelli

atto unico per voce sola

Drammaturgia Chiara Tomarelli e Linda Dalisi
Non si entra facilmente in un carcere, sia fisicamente che mentalmente. L’avvicinamento va costruito con umiltà, nel tempo, con la conoscenza di cosa vuol dire carcere e reclusione, attraverso un percorso sincero e vero.
E’ con questo spirito che Chiara Tomarelli, attrice e regista guidata da una fertile ossessione che la spinge verso le zone più marginali e fragili del nostro tessuto, ha deciso di accostarsi al mondo della carceri femminili. Con l’ appassionata, curiosa cautela di chi cerca una risposta.

Lo spettacolo parte da questo. Dall’ ossessione, anche goffa, di una ragazzina verso questo luogo, separato tramite un muro dal resto del mondo: luogo inaccessibile, intoccabile, diverso all’interno della città, eppure ricco di vita, anche se invisibile e sconosciuta.
Chi abita e come quelle mura? Chi abita quelle voragini isolate?
E’ un susseguirsi di storie a raccontare delle risposte possibili. Il loro avvicendarsi descrive un cammino lungo il quale Chiara Tomarelli assume sul suo corpo e nella propria voce le testimonianze raccolte, ciò che ha conosciuto girando per le carceri italiane, per poi analizzarlo, reinventarlo, emozionarsi e restituirlo.

Un intenso e grande lavoro di documentazione sull’ ”istituzione carcere”, sia cartacea, mediante l’analisi di testi, saggi e riflessioni, che umana e personale, grazie ai racconti di Lory, Paola, Maria, Gisella, Alessandra, hanno reso possibile fare di questa indagine un’esperienza.
Le testimonianze ricevute da queste donne, detenute ma anche agenti di polizia penitenziaria, rumene e italiane, mogli e madri, restituiscono ad ognuna di esse un nome, una famiglia, una storia.

Il teatro come mezzo e luogo di unione civile e sociale dove, senza censura, la memoria diventa riflessione per una crescita collettiva che passi attraverso la conoscenza, questo il principio ispiratore di un percorso definito sempre più nei particolari dalla regista e attrice Chiara Tomarelli.
Il progetto nasce dalla necessità di confrontarsi con aspetti del femminile nelle varie forme che la società ci presenta. Il percorso incentrato sullo sguardo del e nel femminile, in particolare rispetto a esperienze estreme, ai limiti, diremo ai margini del sociale, e pertanto ai nostri occhi profondamente umane, sono per noi terreno di indagine e di estrema urgenza di conoscenza.
Chiara Tomarelli da diversi anni si occupa di portare in scena le zone più invisibili, oscure e nascoste del mondo femminile attraverso un percorso di indagine sul campo, rispetto alle tematiche affrontate, di ricerca di materiali documentaristici e drammaturgici nel tentativo di ricostruire un teatro civile che dia voce a eventi e situazioni troppo spesso dimenticate o tenute nascoste, non facilmente accessibili.

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DAL 20 MARZO AL 1 APRILE 2012

Marco Belardi per la Lotus Production
Presenta

TI RICORDI DI ME?

Di Massimiliano Bruno
Con Ambra Angiolini e Edoardo Leo,
Regia di Sergio Zecca

Ti ricordi di me è la storia di un rocambolesco incontro tra una narcolettica e un cleptomane.
Beatrice, maestra elementare, e Roberto, aspirante scrittore di favole, si conoscono per caso sotto al portone della loro psicologa. Entrambi sono in cura per risolvere le loro fastidiose patologie ma ognuno ha delle prospettive diverse per il futuro. La ragazza sta per sposarsi col suo fidanzato storico e sogna di mettere su famiglia, mentre la carriera del giovane scrittore è ancora in alto mare a causa dell'assurdità delle sue strane fiabe.
Sono due personaggi al limite della normalità, intrisi di nevrosi e fissazioni e possessori di una buffa visione del mondo. Tra colpi di sonno improvvisi e furtarelli nei grandi magazzini, Roberto si innamora di Beatrice e decide che quella è la donna della sua vita. Da questo momento inizia una storia d’amore fatta di scontri, malintesi, amnesie e coraggio che li porterà a trovare il giusto equilibrio.
Questo spettacolo racconta la storia di due deboli e coraggiosi ragazzi, che per varie sfortune e casualità si ritrovano ad avere una vita difficile. Sono due che non mollano mai e cercano di sfruttare al meglio quello che la vita gli ha offerto. Si perderanno più volte ma alla fine il destino farà in modo di farli sempre incontrare.

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Festival dei corti di animazione

CORTOONS

14 - 18 marzo 2012
Palladium

Dalle h 16.00
INGRESSO LIBERO

Cortoons, Festival Internazione di Cortometraggi d’Animazione, giunto ormai alla sua nona edizione, promuove prodotti audiovisivi di animazione - Italiani ed Internazionali - creando degli incontri e diventando così un importante luogo di confronto e di esperienze tra i nuovi artisti e professionisti del settore, offrendo un ampio panorama di opere, generi, stili e tecnologie.

Le categorie in concorso quest’anno sono 7:

  • Cortometraggi Italiani
  • Cortometraggi Internazionali 1-4 minuti;
  • Cortometraggi Internazionali 4-20 minuti;
  • Cortometraggi delle Scuole;
  • Videoclip; VFX;
  • Lungometraggi d’animazione.


In questi anni il programma è sempre stato ricco di importanti presenze, così come di contenuti, attraverso: la presenza di più di 1.200 corti provenienti da 50 paesi del mondo.
Quest’anno, tra le numerose retrospettive, particolare attenzione verrà data a quella dedicata all’animazione israeliana, grazie alla collaborazione con la “Bezalel academy of arts and design, Jerusalem”, accademia leader nell'animazione, nonché una delle più prestigiose del mondo. Il focus sugli autori sara' dedicato quest'anno al talento di Simone Massi e ai suoi disegni evocativi.
Come sempre i lungometraggi in concorso da tutto il mondo e le performance live di Canio Loguercio, Rocco De Rosa oltre a tantissime altre sorprese. Fra gli approfondimenti, la presentazione del portale web CortoonsTV.

Direttore Artistico: Alessandro d'Urso

www.cortoons.it

www.cortoons.tv

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IL 2 E 3 MARZO (venerdì e sabato)
O ALLE ORE 18.00 O ALLE ORE 21.00
con

SIAMO TUTTI MATTI ?!?
“Siamo tutti matti ?!?” , scritta e diretta da Paola Carenti, é una commedia brillante e
divertente che pone al centro della storia un dialogo insensato tra due donne prese dalla
vita di tutti i giorni, lavoro, uomimi, spesa e pensieri vari.
“Si rinchiudono alcune persone per far credere a quelle che restano fuori di non essere matte...”
In questo spettacolo è la vita di tutti i giorni che diventa protagonista della scena...
Sicuramente ogni spettatore si rispecchierà nelle due protagoniste e sentiremo bibigliare ridendo tra il pubblico:
“Capita anche a me!”, “Lo faccio anch'io!” Il gioco teatrale diventerà così lo specchio di
noi stessi e tutti potremo sentirci liberi di essere un po' folli!
La commedia vede come protagonisti gli attori Giuseppe Abramo, Laura Monaco e Paola Carenti.

 


 


 


 


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ROMA - “Pasticceri, Io e mio fratello Roberto”, in scena al Teatro Ambra alla Garbatella fino al 4 marzo, rielabora la trama del Cyrano di Bergerac e la racconta all’interno di un laboratorio di pasticceria.


Protagonisti due fratelli gemelli che come Cyrano e Cristiano aspettano la loro Rossana, e lo fanno mentre preparano torte e dessert di tutti i tipi, alternando i loro racconti a divertenti balletti improvvisati sulle note di brani che hanno fatto la storia della musica, quella rock in particolare.
Sul palco è perfettamente riprodotto un laboratorio con i due tavoli disposti simmetricamente e alle loro spalle una serie di mensole e dispense che contengono gli utensili e gli ingredienti necessari alla preparazione dei dolci: tra di loro spiccano due foto raffiguranti Frank Zappa e un orologio posto al centro con l’ora ferma alle quattro di mattina.
I due fratelli, interpretati da Roberto Abbiati e Leonardo Capuano, sono l’uno l’opposto dell’altro:
c’è quello più cinico e spavaldo dalla parlata sciolta, pragmatico, che pensa che le torte debbano essere vendute, altrimenti non si può andare avanti; l’altro più sognatore che conosce la poesia ma che se non recita versi non riesce a non balbettare, e crede che la crema pasticcera sia meravigliosa  come una donna bionda e che con delicatezza debba essere trattata.
Seppur così diversi, sia nell’aspetto che nel carattere, i due fratelli sono ugualmente abili nella preparazione delle torte come due veri e propri pasticceri: per tutta la durata dello spettacolo, circa un’ora e mezza, lo spettatore è coinvolto e affascinato dalla ripetitività di quei gesti e dagli odori che pian piano arrivano dal palco, fino a godere i frutti di tutto quel lavoro a fine rappresentazione grazie all’offerta dei dolci stessi, in un momento di sana convivialità e di incontro.
Ingrediente riuscito e fondamentale, alla pari di zucchero, farina, cioccolato e panna montata, è la musica: tra gli altri si riascoltano volentieri brani storici come “Sweet home Alabama” dei Lynyrd Skynyrd, “Walk on the wild side” di Lou Reed, “Kiss” di Prince e “Love for sale” dei Talking Heads, che uniti a una comicità strampalata e a tratti surreale e all’inserimento di momenti più o meno improvvisati rendono il tutto gradevole e degno di essere raccontato.

Teatro Ambra alla Garbatella

Dal 21 febbraio al 4 marzo 2012

Pasticceri – Io e mio fratello Roberto

di e con Roberto Abbiati e Leonardo Capuano
tecnica Matteo Rubagotti
assistente alla regia Elena Tedde

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Valerio Mastandrea

Il Quarto Re di Roma

40 anni, 14 Febbraio 1972 (Acquario), Roma (Italia)

Grandissimo attore romano cresciuto professionalmente nel cinema indipendente e nei più grandi teatri italiani. Impostosi all'Italia degli anni '90, grazie alla sua trivialità giocosa, è diventato un vero e proprio sex symbol e un'icona di quella romanità aspra che tutti amano, tanto da essere soprannominato "il Quarto Re di Roma". Dopo aver frequentato il liceo scientifico e due anni di università, si stufa e scrive al presentatore Maurizio Costanzo che lo inserisce nel salotto televisivo del suo famoso show. Ha solo 19 anni e, sul palco del Parioli, diventa un personaggio in pochi attimi.

Dai piccoli ai grandi ruoli
Desideroso di recitare, dal 1994 al 1996, interpreta piccoli ruoli per il grande schermo: la commedia Ladri di cinema (1994) di Piero Natali con Carlotta Natoli, Vera Gemma e Neri Marcoré; Cuore Cattivo (1995) di Umberto Marino; L'anno prossimo vado a letto alle dieci (1995) di Angelo Orlando e Palermo Milano solo andata (1995) di Claudio Fragasso accanto a dei nomi che poi sarebbero diventati grandissimi nel panorama cinematografico italiano: Rosalinda Celentano, Stefania Rocca, Raoul Bova, Ricky Memphis, Maurizio Aiello, Paolo Calissano e Romina Mondello. Ma è con il "caso" Cresceranno i carciofi a Mimongo (1996) di Fulvio Ottaviano, film disinvolto e simpatico in bianco e nero e a basso costo fattosi conoscere grazie al passaparola degli spettatori, che Valerio si distingue nel divertente ruolo marginale (spalla di Daniele Liotti) di Enzo, l'amico che continua a fare la vita del vitellone. Questo personaggio, così sopra le righe, farà sì che Mastandrea diventi un attore popolarissimo (si tenterà di bissare il successo con Abbiamo fatto solo l'amore del 1998, stesso regista e stessa coppia vincente Mastandrea-Liotti, ma il successo questa volta non arriva).

La consacrazione
Nel 1997 ancora un film generazionale, ma questa volta è il protagonista ed arriva il momento della vera consacrazione firmata Davide Ferrario: Tutti giù per terra. Commento lucido e spesso acido di Walter, 22 anni, che è intento ad analizzare con disincanto la propria vita dopo aver trascorso l'adolescenza a Roma dalla zia Caterina e, ritornato a Torino per frequentare l'università, passa le giornate a girare solo e senza soldi. Ruolo che gli farà vincere la Grolla d'oro ed il Pardo d'oro come miglior attore.
L'anno seguente una nuova sfida, sale sul palco del Sistina di Roma e canta e balla con Sabrina Ferilli, Maurizio Mattioli e Simona Marchini ne "Rugantino", applaudito da 1400 persone ogni sera per la bellezza di 253 repliche. Valerio Mastandrea tiene testa a chi prima di lui aveva interpretato con bravura quei ruoli, primo fra tutti il compianto Nino Manfredi. Valerio diventa un attore con la A maiuscola e di indubbia fama. Torna al cinema d'autore con Viola bacia tutti (1998) di Giovanni Veronesi con Rocco Papaleo, Massimo Ceccherini ed una Asia Argento in stato di grazia; Velocità Massima (2002) di Daniele Vicari (per il cui ruolo otterrà il Premio Pasolini Pigneto come miglior attore e l'Annecy Cinema Italien); L'odore della notte (1998) di Claudio Caligari; Barbara (1998) di Angelo Orlando; Domani (2001) di Francesca Archibugi (nel ruolo di un omosessuale); Lavorare con lentezza (2004) di Guido Chiesa e Il siero della vanità (2004) di Alex Infascelli.
Valerio dà prova di sé nei ruoli da duro, da poliziotto bastardo, da carabiniere vendicativo e da giovane di periferia che affronta le difficoltà della vita, ma ha anche un talento comico che non va sottovalutato. Ad accorgersene è l'attrice Paola Cortellesi che lo inserisce nel suo programma televisivo "Nessun dorma", che era già stata sua partner nei videoclip dei Tiromancino "La descrizione di un attimo" e "Due Destini", dove ricalcano il Tarzan e lo Zorro di Vianello e Mondaini (ma non è da dimenticare che aveva già dato prova di comicità in un altro video musicale: "Supercafone" di Er Piotta).
Nel 2002 emigra in Francia per girare Nido di Vespe e nel 2003 è diretto dal maestro Ettore Scola nel film Gente di Roma dove duetta con Salvatore Marino sopra un autobus.
Nel 2005 è a teatro dove interpreta "Migliore", monologo comico scritto e diretto da Mattia Torre: storia di un uomo normale che per casualità (viene assolto da un reato di cui era in realtà colpevole) entra in una crisi profonda e diventa sorprendentemente cattivo. Mastandrea non è solo interprete, ma è anche autore teatrale in coppia con Vera Gemma: nel 1995, infatti, sono autori di "La luna e l'asteroide" di Luciano Curreli. L'attore non disdegna i cortometraggi: a partire da Mirko e Caterina (1995) di Cecilia Calvi fino a Trevirgolaottantasette da lui stesso diretto, scritto con Daniele Vicari e con Elio Germano, Jasmine Trinca e Marco Giallini, gli permetterà di vincere la prima edizione del concorso per cortometraggi RDC AWARDS 2005.

Gli ultimi anni
Nel 2006 recita in Piano 17 dei Manetti Bros (con cui aveva già lavorato in videclip e nel loro primo film Zora la Vampira, 2000) e in N - Io e Napoleone di Paolo Virzì, accanto a Monica Bellucci. Dopo l'insolito ruolo in Il caimano, continuano a succedersi ruoli adatti alla sua aria un po' depressa e disillusa, come quella del filosofo di Notturno bus Franz, il chitarrista Stefano di Non pensarci e il sindacalista Giorgio di Tutta la vita davanti.
Fra il 2008 e il 2009 gira numerosi film: Un giorno perfetto di Ferzan Ozpetek, Ex di Fausto Brizzi al fianco della sua ex Paola Cortellesi, Giulia non esce la sera di Piccioni.
All'inizio del 2010 è protagonista nel film di Paolo Virzì La prima cosa bella, con Stefania Sandrelli e Micaela Ramazzotti, che gli regala un Premio come Miglior Attore ai David di Donatello. L'anno successivo lo vede fra i protagonisti del film drammatico di Daniele Gaglianone Ruggine, con Filippo Timi e Stefano Accorsi.
Valerio Mastandrea rimane uno degli artisti più poliedrici ed eclettici del nostro cinema, un attore versatile che non tralascia mai quella romanità che è parte di lui e che continua ad affascinarci.

fonte http://www.mymovies.it/biografia/?a=529

Intervista 12 febbraio 2012 da ilmessaggero al seguente link

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=181101&sez=HOME_PERSONE

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