Nella vita, a differenza del calcio, non esiste il pareggio. E questo Agostino l’aveva capito presto, molto prima del fischio d’inizio della sua breve partita su questa terra. Come il Nino della Leva calcistica di De Gregori, Agostino Di Bartolomei aveva tirato i primi calci a un pallone in quei campetti della periferia romana, battuti dal sole e venuti su in fretta tra i palazzi in costruzione, negli anni del Boom. Quelli della Roma, erano andati a prenderlo al campo dell’Omi, a Tor Marancia.

E il pischello che dribblava la noia moraviana, con la classe e la solitudine dell’ala destra che portava stampata nell’anima, come il numero "7" degli esordi, di lì a poco sarebbe diventato semplicemente "Ago", il campione. L’amico e il fratello del popolo romanista. Il capitano, la bella bandiera pasoliniana, quando ancora anche nel calcio si poteva parlare di bandiere.

Ago l’idolo di "I Ragazzi della Curva Sud", il numero "10" giallorosso quando Totti era un pupone in fasce e di cucchiaio conosceva solo quello per ripulire il vasetto degli omogeneizzati. Ago l’uomo verticale, che pensava, come Montaigne, che «la vita è fatta di passaggi», a volte lunghi, talora troppo stretti, per la coscienza pulita di un uomo vero. Ago era un filosofo della sfera di cuoio, come Scopigno, e prima di battere quelle punizioni-bomba che «pare le tira dar terrazzo de casa sua» vaneggiavano estasiati i vecchi di Testaccio, rifletteva socraticamente, «so di non sapere», sul mistero dell’esistenza.

Ago che segnava un gol e che invece di esultare pazzo di gioia, mostrando superbo tatuaggi e smitragliando sotto la Sud come un Osvaldo di adesso, se ne tornava serafico a centrocampo, con il pallone sotto braccio, ripensando a un Caravaggio ammirato il giorno prima al museo, assieme al suo maestro di campo: il "Barone" Nils Liedholm. Tutto questo e molto altro, è stato Agostino Di Bartolomei, il simbolo di quella Roma, praticante la religione della zona mista, campione d’Italia dell’83, che arrivò a un passo dal tetto d’Europa… Stadio Olimpico, 30 maggio 1984, finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool: la sua Roma sconfitta alla lotteria dei rigori. «Notte di lacrime e preghiere», cantava affranto il tifoso Venditti, nell’assurda notte della finale persa in casa.


E da quella notte Ago non ebbe più pace. Nonostante le petizioni popolari e persino l’intervento ad arte di Renato Guttuso per far restare "Er Capitano", Di Bartolomei fu costretto a spogliarsi della sua seconda pelle, la maglia giallorossa, per indossare quella del primo Milan berlusconiano.

Un giorno però, il passato ebbro d’amore e il presente avido di rivalsa, gli fecero lo scherzo di incontrarsi e di mandarlo in gol. Segnò lui il 2-1 a mamma Roma, e quella fu l’unica volta che lo videro esultare. Ma era lo sfogo dell’amante tradito. È stato invece il mondo del calcio, da sempre torbido e omertoso, specchio reale di un Paese che raramente premia i gigli dell’onestà, a tradire Ago, l’uomo triste e solitario, che fragile e indifeso, andava incontro al suo tragico finale. A 39 anni, Di Bartolomei come segno di riconoscenza per tutte le emozioni che aveva regalato alla gente degli stadi, chiedeva solamente di poter realizzare un unico sogno: insegnare ai bambini le meraviglie di «questo splendido sport».

Raccontargli la favola del calcio che è fatta di storia aurea come quella dell’antica Roma, di tradizione, di «talento e serietà che, diceva, valgono allo stesso modo». Dire ai più piccoli, non ancora contaminati dal mondo marcio degli adulti, con il tono affettuoso del buon padre: «Ricordati che il calcio è semplicità». Era l’ultimo comandamento, ma quello fondamentale, del suo decalogo. Ago lo aveva scritto e inserito in un Manuale del calcio (ora edito da Fandango, con illustrazioni di Davide Reviati , in libreria dal 24 settembre) che come un cross improvviso è rimbalzato nell’area della memoria, l’unico luogo in cui si attenua un po’ il vuoto e il rimpianto lasciato dalla sua morte. Un manoscritto uscito da uno di quei cassetti richiusi, per sempre, come i suoi segreti di eterno ragazzo cresciuto troppo in fretta e altrettanto in fretta strappato alla vita.

Tragica fatalità, che spesso lista a lutto la storia, vuole che esattamente dieci anni dopo quella finale, il 30 maggio 1994, Di Bartolomei si tolse la vita. Ma non può essere stata quella sconfitta a cambiare l’esito della sua sfida personale. «Di fronte alla grandezza di una vita umana, all’amore di una moglie e di due figli infatti cosa era quella se non una stupidissima partita di calcio?», ha scritto suo figlio Luca. Ed è stato proprio Luca a riaprire quel cassetto di ricordi per trovarci dentro Il Manuale del calcio. Un libro, che come quello del filosofo spagnolo Savater sa di Etica per un figlio.

Un’etica che Ago aveva fatta sua e che voleva divulgare attraverso lo sport più popolare che c’è. Un messaggio di speranza nel futuro, destinato a un calcio che mai come in questo momento dice di voler rimettere al centro i giovani. Pagine che Agostino avrebbe voluto sfogliare durante gli allenamenti con i suoi ragazzi di una scuola-calcio che non è mai nata. Perché tutti, anche quelli che si professavano suoi amici fraterni, una volta finito fuori dal giro gli avevano sbattuta la porta in faccia, etichettandolo ben prima di Zeman, come «non funzionale al sistema». «Anto’, io ti debbo dire una cosa ... Io penso che il calcio è gioco e te sei un uomo fondamentalmente triste», si sente dire Antonio Pisapia, il personaggio del film L’uomo in più di Paolo Sorrentino che si è ispirato alla parabola calcistica ed esistenziale di Di Bartolomei. Ago non era affatto un uomo triste, e quei pochi, a parte la sua famiglia, che avevano avuto il privilegio di conoscerlo da vicino, lo sapevano bene.

Ago era il «Garrone di Cuore», scrive Gianni Mura in prefazione al Manuale del calcio. Ago non era mai sceso a compromessi e di sicuro non si sarebbe mai prestato agli inciuci e agli scandali ricorrenti di Palazzo. Era un uomo saggio, dotato di una curiosità silente, per questo più profonda, che amava leggere, osservare, conoscere e confrontarsi con altre presenze rare del calcio (vedi le sue interviste in fondo al Manuale fatte a Sandro Ciotti, Giampiero Boniperti e Nils Liedholm), con i quali condividere e continuare a difendere il rispetto, prima di tutto per la dignità umana.

Ago il coerente, vista l’assurda velocità che stava prendendo perfino un pallone, aveva solo deciso di vivere e di giocare al suo ritmo naturale: a passo lento. A volte in campo anche troppo, fino a diventare con Prohaska, «lenti a contatto», per l’ala critica e finemente satirica della torcida romanista. Allo sfottò rispondeva con lo sguardo serio dei giusti, ma dentro di sé Di Bartolomei sapeva fin dall’inizio che quello era soltanto un gioco, e ci rideva su. Ed era lo stesso sorriso sornione di un ragazzino che comincia ora, al quale Ago, da un campo lontano, pieno di gigli come lui, gli manda a dire: «Tratta i tuoi piedi esattamente come un pianista di professione… Divertiti. Il calcio è allegria».

 

L'INEDITO
I comandamenti del pallone
l decalogo stilato da Agostino Di Bartolomei nel suo Manuale del calcio, ovvero 10 suggerimenti da tenere a mente per piccoli calciatori «sia che abbiano le doti, la volontà e la fortuna di andare avanti in questo splendido sport, sia che nella loro vita poi facciano altro».

1) Il calcio è un gioco di squadra. Nessuno può vincere una partita da solo
2) Impara le regole del calcio, soltanto conoscendole perfettamente potrai esprimere al meglio il tuo talento
3) Sii leale con l’avversario. Non entrare mai in campo con l’intenzione di far male a qualcuno… Divertiti. Il calcio è allegria
4) Abbi il massimo rispetto nei confronti dell’arbitro e dei guardalinee: ricorda che anche loro possono sbagliare in quanto non è facile amministrare una partita
5) Alimentati in modo equilibrato. Nutrirsi bene non significa mangiare troppo, ma mangiare con criterio scegliendo cibi ad alto valore nutritivo
6) Ricorda sempre che prima di essere un calciatore devi essere un atleta, la condizione fisica nel calcio è fondamentale
7) Il grande capitale di un calciatore è il suo corpo. Abbine cura, concediti il riposo necessario per recuperare le energie spese quotidianamente
8) Di ogni infortunio dovrai parlarne sia al massaggiatore che al medico della società oltre che al tuo allenatore. Non nascondere nulla per piccolo che ti possa sembrare l’inconveniente 9) Dopo l’allenamento e la partita fai una doccia ristoratrice e asciugati bene…Tratta i tuoi piedi esattamente come fa un pianista di professione con le sue mani
10) Ricordati che il calcio è semplicità

Massimiliano Castellani
fonte http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/il-decalogo-di-Ago-il-semplice.aspx
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La buona musica di casa alla Garbatella...L'altra metà del Jazz

Ingresso gratuito - Via Francesco Pullino, 26 - Roma, Garbatella 27-29 settembre 2012

Quest’anno l’ottava edizione del Garbatella Jazz Festival parlerà al femminile. Pino Sallusti per la terza volta direttore artistico del progetto l’ha disegnato così, protagoniste delle tre serate saranno tre donne, Nina Pedersen, Alice Claire Ranieri, Carmen Falato, coadiuvate da grandi professionisti del jazz animeranno l’ormai famosa rassegna musicale. L’associazione Cara Garbatella ideatrice del festival ha accettato con entusiasmo tale proposta. Quest’anno otre allo storico contributo dell’associazione AltreVie, a collaborare per tale iniziativa ci sarà una delle realtà sportive – culturali più radicate nel nostro territorio, la Polisportiva Giovanni Castello. Le tre realtà culturali lavorando come volontarie, sono tra le uniche realtà cittadine se non addirittura nazionali a fornire jazz gratis con musicisti di alto livello.

Per info: caragarbatella.it

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Sabato 22 settembre 2012 a partire dalle 15, presso il Parco Don Alberione (San Paolo) 11Radio, il Network della Comunicazione Sociale dell'XI Municipio, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Municipio Roma XI, Prociv Arci Brigata Garbatella, l’Associazione Sport Lab e San Carlo non molla, presenta On Air, 11Radio in festa.
L’iniziativa è a sostegno di San Carlo in Emilia (frazione di Sant’Agostino), colpita dal terremoto e sarà l’occasione per la presentazione della nuova stagione radiofonica di 11Radio che, insieme con la Prociv Arci Brigata Garbatella, è stata vicina a San Carlo nell'emergenza del terremoto e continua ad esserlo nella ricostruzione. Si festeggerà, quindi, il gemellaggio fra San Carlo in Emilia e il Municipio Roma XI.

Interverranno: Andrea Catarci Presidente del Municipio Roma XI, Andrea Beccari Assessore alle Politiche Sociali Municipio Roma XI, Ezio Paluzzi Assessore alla Protezione Civile della Provincia di Roma, Gianluca Peciola Consigliere Provincia di Roma, Francesco Godano responsabile Protezione Civile Provincia di Roma, Paola Angelucci Consigliera Municipio Roma XI, Fabrizio Toselli Sindaco di Sant'Agostino, Olga Scimitarra Assessore al Commercio e Attività Produttive di Sant'Agostino,
Stefano Calderoni Assessore alla Protezione Civile della Provincia di Ferrara, Paolo Marcolini ARCI Emilia, Prociv ARCI San Carlo, Circolo Arci Concetto Marchese, Piccoli Giganti Onlus.
Per Info: Federico Valerio Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Il rimedio della Fortuna

SENTIERI SELVAGGI / MASBEDO / FANNY ARDANT

29 e 30 settembre h20.30 @Palladium

Il rimedio della Fortuna è un cortocircuito tra arti, stili, personalità, lingue ed epoche diverse: la scintilla infatti scocca nel crepuscolo del Medioevo, laboratorio di idee che in futuro germoglieranno nel Rinascimento: è Guillaume de Machaut, compositore e letterato del XIV secolo, a creare Remède de Fortune, un poema dove a varie forme metriche sono abbinati componimenti musicali nei più diversi stili - monodia e polifonia, chanson, virelai e danze.
Narrazione allegorica sulle sfortune e le pene d’amore, il lavoro di Machaut, già percorso da una scossa multidisciplinare, diventa l’epicentro per una profonda rilettura contemporanea che riunisce un gruppo di artisti disparati ma agguerriti, tra cui spicca la presenza di Fanny Ardant nel ruolo di Speranza. La trasformazione dell’ambientazione cortese nel nostro presente inizia dalla lingua: un autore di canzoni come Alex Cremonesi ha trasformato testi, parole, idee e sentimenti dal francese antico al moderno italiano. Operazione ancor più ardita e complessa è quella di Filippo Del Corno sulla musica: mantenendo i profili melodici delle venerande melodie originali, il compositore milanese li ha inseriti in un paesaggio sonoro contemporaneo che, proprio come accadeva ai tempi di Machaut, spazia tra la musica colta e quella popolare.
Del Corno non è nuovo a simili operazioni, e trova sponda felice nei Sentieri Selvaggi, ensemble dedito alla musica contemporanea nelle sue più vivaci ibridazioni: diretto da Carlo Boccadoro l’ensemble sarà della partita, eseguendo la musica dal vivo. Ciò che Machaut non poteva fare e neppure prevedere toccherà ai Masbedo: una loro installazione performativa, anch’essa dal vivo, renderà visibili le mirabolanti immagini poetiche e musicali di Remède de fortune, che avranno come protagonisti due cantanti di musica antica, Chiharu Kubo e Mirko Guadagnini.

da Le Remède de Fortune di Guillaume de Machaut
Musica Filippo Del Corno
Parole Alex Cremonesi
Video Masbedo
Con Fanny Ardant, Mirko Guadagnini e Chiharu Kubo
Ensemble Sentieri Selvaggi
Direzione Carlo Boccadoro
Progetto realizzato dal Festival Milano Arte Musica

nell'ambito di Metamondi di Telecom Italia

Sentieri Selvaggi viene fondato nel 1997 da Carlo Boccadoro, Angelo Miotto e Filippo Del Corno per avvicinare la musica contemporanea al grande pubblico. L’ensemble ha stretto in 15 anni collaborazioni con i maggiori compositori della scena internazionale, come Lang, Andriessen, Glass, Bryars, Nyman, Wolfe, Vacchi, ed è regolarmente ospite delle più prestigiose stagioni musicali italiane (Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Teatro alla Scala, Biennale di Venezia), e di importanti festival internazionali (Bang On A Can Marathon di New York, SKIF Festival di San Pietroburgo).

Masbedo sono Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni. Vivono e lavorano tra Milano e Berlino ed espongono da più di dieci anni nei principali musei del panorama contemporaneo come GAM di Torino, MACRO di Roma, DA2 di Salamanca, CAAM di Las Palmas, Center for Contemporary Art Uajzdowsky Castle, Warsaw, OK Offenes Kulturhaus, Linz, Tel Aviv Art Museum. Tra le recenti esposizioni, particolarmente rilevanti quelle al MAXXI di Roma, Art | Unlimited 42 Basel, alla 53° Biennale di Venezia, oltre la partecipazione, come unici artisti italiani per la mostra Moving Stories (progetto della Comunità Europea sostenuto dai più prestigiosi centri di arte contemporanea).

Fanny Ardant esordisce al cinema nel 1979 e nel decennio successivo lavora con alcuni dei più grandi registi del Novecento, come Francois Truffaut - La signora della porta accanto, Finalmente domenica! -, Alain Resnais - L'amour à mort - ed Ettore Scola - La Famiglia e La Cena. In seguito conquista fama e celebrità nei confronti del grande pubblico: a Hollywood interpreta il remake di Sabrina al fianco di Harrison Ford. Per Michelangelo Antonioni interpreta un ruolo in Al di là delle nuvole. Nel 2001 è Maria Callas in Callas Forever di Zeffirelli e l’anno successivo fa parte del cast tutto femminile di 8 donne e un mistero, con Catherine Deneuve, Isabelle Huppert e Emmanuelle Béart.

Vai sul sito di Masbedo

Vai sul sito di Sentieri Selvaggi

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MIXER T BEAT COMPETITION | 08.09.2012, ROMA

Sabato 08 Settembre presso il Rashomon Club di Roma
si svolgerà il contest per mc's : MIXER T BEAT COMPETITION
In palio la produzione originale di MIXER T in ascolto nel video
e la registrazione del brano stesso presso il BUNKERINO di Roma.
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➨ ASCOLTA IL BEAT AL LINK : http://youtu.be/2qrtM2eR0s4

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➨ LISTA MC'S ISCRITTI ------ ( IN COSTANTE AGGIORNAMENTO )

>Fole [Roma]
>Guerra [Bogotà]
>Raise [Roma]
>Saint [Roma]

-----------------------------------------------------------------------------X PARTECIPARE ALLA BEAT COMPETITION :
Invia una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con il tuo nome e la città di provenienza.
Il contest si svolgerà dalle 21,00 al Rashomon Club di Roma
in Via degli argonauti, 16 - zona ostiense - Metro B Garbatella.
L'iscrizione al contest è gratuita, si pagherà il normale biglietto d'ingresso.
Oltre alla Beat Competition ci sarà il liveshow degli NSP.

 

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Il romanzo d'esordio di Dario Giardi.

Una storia capace di fondere insieme i diversi aspetti della narrativa fantasy: dall'urban fantasy al paranormal romance; dal mistery al thriller/horror.

Il romanzo è un incrocio tra un urban fantasy e paranormal romance.
La storia prende vita nel sonno e nei sogni di Marcel Guivarch, scrittore bretone, capace di immergersi nel ricordo di un passato ancestrale. In quella terra di mezzo tra sogno e realtà il protagonista comincia a prendere piena consapevolezza della sua vera identità e della sua missione. Attraverso le visioni che una misteriosa civiltà riesce a trasmettergli, ripercorre le sue vite a ritroso fino a scoprire di essere stato Railen, guardiano scelto della principessa Adudan, rimasta sola a governare il pianeta Atlas dopo la morte del padre.
Per Marcel, quelle visioni sono il primo tassello di una storia che affonda le radici nella notte dei tempi. È così, ricordo dopo ricordo, che il protagonista inizia a mettere a fuoco un passato che sembra appartenergli sempre più nel profondo. Una presa di coscienza che lo porterà a raccontare in prima persona le vicende che lo hanno costretto a separarsi dalla sua amata Adudan.

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Da qualche giorno è uscitauna guida anticonformista e low cost per conoscere l’anima della Capitale. Paese Sera ne ha parlato con l’autrice Laura Mancini DI R. BELLANTONE

IL LIBRO Roma fuori pista, otto itinerari per una città inedita

Oltre le rovine dei fori, le passeggiate notturne a Campo de’ fiori e Fontana di Trevi e le cene trasteverine, c’è un’altra Capitale da scoprire. Per farlo basta andare in libreria e pescare tra gli scaffali la guida anticonformista Roma Underground (Aliberti editore, pagine 336, 13 euro), un volume utile per i turisti non convenzionali e per quei tanti romani che vogliono vivere la metropoli in modo genuino e all’insegna del risparmio. Di questa Roma abbiamo parlato con la giovanissima autrice Laura Mancini.

Quando è nata l’idea di realizzare questa guida alternativa per conoscere la Capitale?

L’idea è nata lo scorso autunno, anche se la concreta realizzazione del progetto è avvenuta nelle poche settimane precedenti la pubblicazione. L’editore Francesco Aliberti, col quale da tempo collaboro, andava e veniva dalla città, frequentandola molto ma conoscendola meno, e capitava che ci incontrassimo per discutere di qualche progetto editoriale in giro per il centro. Suggerivo spesso il bar col caffè migliore, la scorciatoia per evitare il traffico, e così mi ha chiesto di scrivere un libro su Roma. Che ho avuto la libertà di declinare secondo il mio gusto e la mia esperienza della città.

Qual è la “meglio” Roma che consigli di visitare ai romani?

Il quartiere del mio cuore è Garbatella, per motivi affettivi e politico-culturali. In generale prediligo, tra i due emisferi urbani, quello meridionale, che trovo più autentico e interessante, ma nel libro trovano spazio molte altre aree della città, centrali e non, tutte valorizzate per le loro specifiche e nascoste ricchezze.

Negli ultimi anni si è parlato spesso di riqualificazione sostenibile delle periferie. È una soluzione possibile?

È con questo spirito che mi sono messa alla scrittura del libro. Ho segnalato strutture e spazi che animano le zone meno conosciute di quella che, con una ridicola etichetta, oggi è denominata Roma Capitale. Purtroppo la strada da percorrere è ancora lunghissima. Io stessa abito in un quartiere periferico dal quale è difficile spostarsi senza macchina, il che è odioso, così come è odiosa l’assenza di strutture utili per i quartieri periferici come biblioteche, teatri e cinema. Ma sembra che l’interesse sia più rivolto all’edificazione selvaggia che non alla piena affermazione del “diritto all’abitare”, il diritto cioè a usufruire di un sistema di trasporti pubblici, efficiente e alla portata delle fasce più deboli, così come di servizi culturali e sociali.

E poi c’è la rinascita di quartieri come il Pigneto e, appunto, Garbatella. Troppi riflettori puntati potrebbero snaturare queste zone?

I processi di gentrification sono ineluttabili. Tuttavia questo non può giustificare l’assenza di politica né rendere giustizia consolatoria alle conseguenze nefaste sulla popolazione. Si pensi ad esempio anche al quartiere San Lorenzo in cui la massiccia presenza di studenti universitari ha contribuito all’allontanamento dei vecchi residenti. Eppure è proprio in questi momenti che sembra esplodere la vivacità culturale della città, il caso del Pigneto è esemplare. Lì convivono vecchi residenti, artisti, studenti, immigrati, in un connubio bello ma non sempre semplice e che purtroppo comporta anche commercializzazioni e speculazioni di vario genere.

Chiudiamo con un consiglio per una giovane coppia di turisti stranieri arrivata a Roma e vogliosa di conoscerne l’anima underground: cosa non dovrebbe perdersi nell’arco di un week end?

Colazione a Capo di Bove, nel Parco dell’Appia Antica, ed escursione alla Caffarella, un giro in bicicletta tra i lotti di Garbatella e pranzo a Casetta Rossa, un aperitivo in piazza a San Saba, il giro delle librerie indipendenti di San Lorenzo, una serata al Forte Prenestino. E ancora, un po’ di shopping a Borghetto Flaminio, un gelato da Fassi e una siesta a Villa Celimontana, una cena al Corto Circuito e uno spettacolo al Teatro Valle occupato.

Rocco Bellantone
fonte http://www.paesesera.it/Cultura-e-spettacolo/Libri-fumetti/Roma-underground-viaggio-oltre-le-mura-dell-Urbe
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VENERDI 20 LUGLIO • SPANDAU LINE + PLANET EARTH PROJECT
Serata dedicata alla grande musica degli anni 80, con due tra i migliori tributi in circolazione dedicati a Duran Duran e Spandau Ballet, ovvero Planet Earth Project e Spandau Line... dal glamour, al pop, al rock per una serata tutta da cantare e da ballare!
SABATO 21 LUGLIO • ASILO REPUBLIC + MAURIZIO SOLIERI
Tutti i “classici” di Vasco, ma non solo, anche le composizioni più vecchie, quelle più rock, riproposte dal vivo dal tributo più coinvolgente in circolazione: ogni concerto degli Asilo Republic si trasforma infatti ogni volta in un vero evento, grazie all’energia che i sei musicisti riescono a sprigionare sul palco... special guest, direttamente dalla band del Blasco, la grande chitarra di Maurizio Solieri...
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Marco Baldini impegnato in una presentazione Romanesca a tutto tondo…

Quando Roma rivive a 360°: il libro di Andrea Furbini, per un estate d'autore...

ROMA E LA SUA SATIRA, LO SPIRITO DEI ROMANI, L'IRONIA TAGLIENTE O AMARA CHE NON ABBANDONA MAI  UN POPOLO CHE SI E' SEMPRE DISTINTO NEI SECOLI, ANCHE DI FRONTE AI PROBLEMI PIU' GRAVI .

TUTTO QUESTO, UNITO ALLE EMOZIONI E ALLE ESPERIENZE FORTI DI UN SINGOLO, EMERGE O MEGLIO TRASUDA DALLE PAGINE DEL LIBRO DI ANDREA FURBINI: “COR CORE IN PACE”.
L'ULTIMO ANNO DELLA NOSTRA SOCIETA', GLI AVVENIMENTI POLITICI, I PIU' ECLATANTI DI CRONACA E I NUOVI USI E COSTUMI CHE VANNO AD AFFERMARSI, RACCONTATI ATTRAVERO LA SATIRA E LA POESIA ROMANESCA DELL'AUTORE NELLE VESTI DI CASSANDRINO, BURATTINO SATIRICO OTTOCENTESCO, CON SONETTI E MONOLOGHI DIVERTENTI ED EMOZIONANTI.
UN LIBRO IN DIALETTO ROMANESCO PUBLICATO DA “RUPE MUTEVOLE”, CASA EDITRICE DI PARMA  E ACCOMPAGNATO DALLA SPLENDIDA PREFAZIONE DEL FAMOSO RADIOCONDUTTORE, MARCO BALDINI.
UN LIBRO CHE PER I PRESUPPOSTI APPENA ENUNCIATI, SI PRESENTA COME LA POSSIBILE ARMA PER IL RISCATTO DELLE TRADIZIONI STORICO CULTURALI ROMANE O ROMANESCHE, PERCHE' NON RIMANE CIRCOSCRITTO ALLA CAPITALE, MA E' PER L'ITALIA TUTTA.
UNA CASSA DI RISONANZA SU SCALA NAZIONALE FINALMENTE, PER LA POESIA DIALETTALE VERA, SANA, NEL PIENO RISPETTO DELLA TRADIZIONE CHE DA TROPPO TEMPO E' RIMASTA SEPOLTA E DECLASSATA DA LUOGHI COMUNI VOLGARI E DENIGRANTI .
MERCOLEDI' 18 LUGLIO ALLE 21,00

IN VIA DEGLI ARMATORI 3 ALLA GARBATELLA

CON IL PATROCINIO DEL MUNICIPIO XI

LA PRIMA PRESENTAZIONE DEL LIBRO

CORE CORE IN PACE

DI ANDREA FURBINI

PRESENTA

MARCO BALDINI

MUSICHE DI

ROBERTO BUSSAGLIA



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