XAVIER BUENO ALLA CENTRALE MONTEMARTINI

18/04 - 29/09/2013

Petrolio di Xavier Bueno

Tipologia: Arte Moderna

La mostra svela l’opera inedita e un pittore di estrema raffinatezza, poco noto al pubblico delle grandi mostre d’arte.

 

I suggestivi ambienti della Centrale Montemartini ospiteranno “PETROLIO”, il grande dipinto ad acrilico su tavola di oltre sette metri di lunghezza per poco meno di tre in altezza (720 x 277 cm.) realizzato dal maestro spagnolo naturalizzato italiano Xavier Bueno (Vera de Bidasoa, 1915 – Fiesole, 1979).
La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con Energy Trading International Spa, con la cura di Tommaso Strinati e i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, svelerà un’opera praticamente inedita e un pittore di estrema raffinatezza, poco noto al pubblico delle grandi mostre d’arte.
L’opera racconta, come in una repentina sequenza cinematografica, la filiera produttiva del petrolio: dalla localizzazione del sito alla costruzione dei pozzi, dall’estrazione alla raffinazione. Tutto avviene attraverso un concatenarsi d’immagini sospese in una luce rarefatta dove si susseguono, con la logica del fregio rinascimentale, momenti diversi e distinti tra loro. 
La Energy Trading International, società leader nell’approvvigionamento, shipping e vendita di gas naturale, energia elettrica ed energie rinnovabili, ha voluto restituire al pubblico – grazie alla disponibilità del suo direttore generale, Roberto Giuli – un dipinto inusuale e carico di fascino in uno dei più straordinari siti d’archeologia industriale in Italia, la Centrale Montemartini, dove sino a pochi decenni fa si produceva energia elettrica per tutta la Capitale. 
Le magnifiche strutture della grande caldaia, conservata nella sala omonima che fa da scenario al dipinto, dialogano in modo naturale con il groviglio di tubi, tralicci e trivelle che Bueno immagina come sfondo per i personaggi di “Petrolio”, creando un rapporto emozionante tra il quadro e il museo che lo ospita. 
Il quadro di Bueno è un “inno” al Petrolio, un esempio d’arte industriale. E’ d’immediata percezione la fatica degli operai che muovono pesanti tralicci d’acciaio e trivelle intrise di grasso e di forte impatto le grandi immagini in primo piano di un giovane ricercatore in camice bianco che compare per due volte, con il teodolite e con delle provette da laboratorio, rispettivamente all’estrema sinistra e destra del quadro. 
L’intento di Xavier Bueno è celebrativo e onirico al tempo stesso: “Petrolio” trasforma la ruvida concretezza della lavorazione del greggio in un’immagine emblematica del processo industriale, della fatica degli operai; essi diventano figure solenni e trasmettono oggi la memoria dei tempi pionieristici dell’Italia del Boom così come le statue classiche conservate nella Centrale Montemartini possono restituircela dell’epoca Imperiale. 
L’équipe di studiosi coordinata da Tommaso Strinati, che annovera la notissima Simonetta Lux (già professore ordinario di storia dell’arte contemporanea presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e direttrice del Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea nella medesima Università), e i ricercatori Laura d’Angelo (storica dell’arte contemporanea), Piero Orzalesi (storico dell’economia, specializzato nella storia dell’energia, dell’industria e della tecnologia), Daphne De Luca (docente di restauro e conservazione presso l’Università di Urbino) e Claudio Falcucci (ingegnere nucleare, specializzato nella diagnostica e ricerca sui beni culturali), ha scavato a fondo nella storia di questo dipinto, tracciandone – nel catalogo edito da Andreina e Valneo Budai editori –  un percorso critico e storico che lo inserisce oggi tra le opere più rappresentative nel rapporto tra arte e industria nell’Italia di fine anni Cinquanta. L’allestimento, progettato appositamente da Laura Inglese (architetto e scenografa, diplomata presso il Centro Sperimentale di Cinematografia), permetterà poi di apprezzarne pienamente le peculiarità: una struttura autoportante, in legno, ferro e acciaio, ideata in sinergia con la Direttrice del Museo Montemartini, Emilia Talamo, consentirà di apprezzare da vicino l’energica stesura pittorica del “Petrolio” di Bueno, amalgamandosi con l’allestimento fisso del museo e con la sua straordinaria collezione di statue classiche. 
La mostra rappresenta anche un’occasione per promuovere un restauro conservativo dell’opera, curato da Daphne De Luca; l’intervento ha restituito una materia pittorica corposa e viva, mettendo in sicurezza quelle parti della pellicola pittorica che manifestavano una pericolosa decoesione dal supporto.

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