OMAGGIO A ROBERTO CIOTTI ALLA GARBATELLA

Omaggio in blues a Roberto Ciotti

 

Lunedì 12 maggio 2014, dalle ore 19 alle ore 24, presso il Teatro Palladium, piazza Bartolomeo Romano 8, si svolgerà una kermesse musicale per ricordare Roberto Ciotti, il musicista che più di ogni altro ha rappresentato il blues a Roma e in Italia.
L'iniziativa si svolge con il patrocinio del Municipio Roma VIII. Locandina

Roberto Ciotti è il musicista che più di ogni altro ha rappresentato il blues a Roma e in Italia, dimostrando con carattere e intenso impegno artistico che era possibile anche per un italiano creare un profilo importante, sia come autore che come dotato strumentista, nella musica d'oltre manica. Dopo i primi esperimenti tra rock e jazz nei primi anni '70 insieme a musicisti come Maurizio Giammarco, si dedicò sempre di più al blues di cui fu il pioniere assoluto in Italia insieme a Fabio Treves.


Molto quotato come chitarrista, negli anni '70 fu molto attivo anche nei dischi e nei live di cantautori come Edoardo Bennato, Francesco De Gregori. Nel tempo però privilegiò sempre di più la sua personale dimensione artistica, inizialmente in omaggio ai grandi del blues, con albums come Rockin' blues, che fu presentato in diverse puntate alla trasmissione Mr. Fantasy, e che è a tutt'ora il più venduto disco di blues fatto da un italiano.


In seguito la composizione lo coinvolse completamente, e seguirono quindi una serie di dischi di grande spessore artistico caratterizzati dall'incontro tra un'anima melodica mediterranea e uno spirito bluesistico autentico e navigato.
Questo fu sempre più il suo marchio di fabbrica, l'aspetto più evidente e originale della poetica di un musicista consapevole della sua dislocazione geografica, e deciso a farne un punto di forza e di distinzione. Se ne accorse Salvadores, che usò quelle atmosfere per due dei suoi più bei films, Marrakech Express e Turné.


Spirito artisticamente inquieto e onnivoro, contaminò per un certo periodo il suo blues con i suoni latini, e la sua ultima opera, registrata prima della sua prematura morte a soli sessanta anni e ancora non pubblicata, era ancora un nuovo esperimento di commistione con i ritmi africani del Senegal.